La Francia vuole partecipare ai colloqui sull’Ucraina in programma ad Abu Dhabi il 10 e 11 novembre. A confermare la presenza francese è stato il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, intervenuto domenica ai microfoni dell’emittente RTL. “La Francia ci sarà di sicuro. Non posso ancora dirvi chi ci rappresenterà”, ha detto Barrot, escludendo una sua partecipazione diretta.
Il capo della diplomazia francese ha rivendicato il lavoro svolto dai Paesi europei nelle ultime settimane per far arrivare le proprie posizioni ai mediatori americani. “Gli europei si sono fatti sentire. Nessuna discussione sul futuro di questo continente può ignorare le nostre attese e le nostre richieste”, ha aggiunto Barrot, secondo cui qualsiasi intesa che produca conseguenze sull’assetto della sicurezza europea non può essere “concepita, né discussa” senza il coinvolgimento dell’Europa.
La questione è diventata ancora più delicata dopo le recenti dichiarazioni di Donald Trump, che ha anticipato che l’accordo sull’Ucraina potrebbe avere conseguenze più ampie, interessando non soltanto Kiev ma anche il resto del continente. L’incontro negli Emirati è stato annunciato il 2 novembre dall’inviato speciale americano Steve Witkoff, che guiderà i colloqui insieme a Jared Kushner, genero di Trump e rappresentante della Casa Bianca.
La discussione dovrebbe concentrarsi sulle garanzie di sicurezza per il periodo successivo alla guerra, sulle misure di de-escalation, sulle iniziative umanitarie e sui possibili passaggi per arrivare a un accordo di pace.
La Russia
Dal canto suo, il presidente russo Vladimir Putin ha dato il via libera all’iniziativa dopo il recente incontro con Witkoff a San Pietroburgo. La Russia si presenterà ad Abu Dhabi con una squadra diplomatica e militare di primo piano. A guidarla sarà Vladimir Medinsky, consigliere presidenziale già coinvolto nei precedenti tentativi negoziali. Nella delegazione figurano anche i viceministri degli Esteri Sergej Rjabkov e Mikhail Galuzin, oltre all’ammiraglio Igor Kostjukov, capo dell’intelligence militare russa. Particolarmente significativa la presenza di Rjabkov, che segue abitualmente i rapporti con Washington sul dossier del controllo degli armamenti e che parteciperà per la prima volta a questo formato di colloqui.
Resta però da capire quale spazio sarà riservato all’Europa. Parigi insiste sulla necessità di essere coinvolta nelle decisioni, mentre Mosca continua a negare contatti con i governi europei. Il rischio è che proprio il ruolo del continente diventi uno dei principali punti di frizione attorno al tavolo di Abu Dhabi.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


