La decisione della Nato sul rafforzamento della sua presenza a Est “cambia in modo serio” la situazione politico-militare ai confini della Russia e rappresenta un “grande rischio” per Mosca, che “ne terra’ conto” nella sua pianificazione militare “al fine di garantire i propri legittimi interessi”. Cosi’ l’inviato della Federazione russa presso l’Alleanza, Alexander Grushko, ha commentato le conclusioni del vertice dei ministri della Difesa Nato che giovedi’, con l’obiettivo di affrontare le nuovi sfide a Est – dalla crisi ucraina, all’estremismo islamico – hanno deciso tra le altre cose di istituire sei nuovi centri di comando in Europa centro-orientale e di formare una nuova forza di intervento rapido.
“L’apertura di un ulteriore potenziale militare lungo le nostre frontiere non e’ altro che un tentativo di esercitare pressioni sulla Russia, ma questo e’ inutile”, ha aggiunto Grushko, citato dall’agenzia Ria Novosti. Il diplomatico – secondo il quale Mosca e’ in attesa di proposte dall’Alleanza “per il ripristino della fiducia reciproca” – ha avvertito che “in ogni caso, la risposta della Russia sara’ adeguata”.
Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e il presidente francese, Francois Hollande, hanno presentato al leader russo, Vladimir Putin, il piano di pace per tentare di mettere fine al conflitto in Ucraina. Merkel e Hollande sono arrivati nella notte a Mosca da Kiev, dopo aver presentato la loro iniziativa al presidente ucraino, Petro Poroshenko; al termine, dopo varie ore di colloquio, la presidenza ucraina ha fatto sapere che l’iniziativa franco-tedesca permette di “sperare in un cessate il fuoco”. Anche se non e’ trapelato il contenuto del piano, fonti vicine alla presidenza a Kiev hanno indicato che l’obiettivo della proposta e’ “congelare il conflitto” come in Transnistria, la regione separatista moldava, con il dispiego di forze di pacificazione. In qualunque caso, le autorita’ ucraine hanno insistito che non accetteranno nessuna formula che metta a rischio l’integrita’ territoriale e la sovranita’ del Paese.

