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Ucraina, la Russia bombarda le centrali nonostante la “tregua” di Trump: Zelensky chiede sanzioni e scoppia il caso Starlink

Nella notte colpite infrastrutture energetiche a Kiev e Kharkiv. Il presidente ucraino chiede sanzioni e nuovi sistemi Patriot

Ucraina, la Russia bombarda le centrali nonostante la “tregua” di Trump: Zelensky chiede sanzioni e scoppia il caso Starlink

Nuova offensiva russa contro le infrastrutture energetiche ucraine, nonostante la tregua annunciata dal presidente americano Donald Trump. Mosca rivendica attacchi contro sei centrali elettriche tra Kiev e Kharkiv. Zelensky denuncia l’impiego di decine di missili e chiede nuove sanzioni. Intanto l’Ucraina accusa SpaceX di aver limitato senza preavviso alcuni terminali Starlink utilizzati dai militari.

Mosca rivendica gli attacchi agli impianti elettrici, Kiev denuncia decine di missili e droni

La tregua energetica annunciata da Donald Trump non ferma i bombardamenti russi sull’Ucraina. Nella notte, Mosca ha lanciato una nuova offensiva contro Kiev e Kharkiv, prendendo di mira le infrastrutture elettriche. Secondo il ministero della Difesa russo, sono state colpite sei centrali termoelettriche, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky denuncia un attacco condotto con 39 missili balistici e oltre 120 droni.

Due degli impianti colpiti, le centrali Darnitskaya e Kievskaya, si trovano nella capitale ucraina, altri due nella regione di Kiev e gli ultimi due a Kharkiv e nella sua regione. Il ministero della Difesa russo ha riferito anche del bombardamento del centro dati ATM Ukrsibbank, che secondo Mosca gestiva parte del traffico internet nella capitale. L’offensiva arriva dopo l’annuncio del presidente americano di una presunta tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, un’intesa la cui effettiva applicazione non è stata confermata dalle parti. Zelensky accusa la Russia di aver ignorato apertamente l’iniziativa di Washington.

“La Russia non ha mai mostrato prima d’ora una mancanza di rispetto così ostentata nei confronti degli Usa, non considera ferme le dichiarazioni del presidente americano”, ha scritto il presidente ucraino su X. Per Zelensky quello della scorsa notte è stato un attacco “del tutto deliberato e dimostrativo nella sua portata, un attacco missilistico balistico russo mirato specificamente contro le infrastrutture energetiche, proprio quelle tutelate dal cessate il fuoco annunciato dal presidente Usa. La Russia ha sprecato l’opportunità di una de-escalation e ha chiaramente scelto di continuare la sua folle guerra di annientamento”.

Il presidente ucraino ha precisato che durante la notte “i russi hanno utilizzato 39 missili balistici e oltre 120 droni d’attacco e munizioni a guida autonoma contro le nostre infrastrutture energetiche e critiche a Kiev, nella regione di Kiev e a Kharkiv”.

Zelensky chiede nuove sanzioni a Trump e altri missili Patriot

Dopo i bombardamenti, Zelensky si è rivolto direttamente alla Casa Bianca, chiedendo un inasprimento delle misure contro Mosca e nuovi aiuti militari per la difesa aerea.

“Chiediamo al Presidente Trump di imporre severe (scritto in maiuscolo, ndr) sanzioni alla Russia”.

Il presidente ucraino ha poi proseguito il suo appello: “Chiediamo all’America e a chiunque (in maiuscolo, ndr) nel mondo di non chiudere un occhio sulla realtà di rispondere – e di rispondere con forza. Il Presidente americano ha tutti gli strumenti efficaci e necessari per avvicinare la pace attraverso la forza, la giustizia e la pressione sull’aggressore. Chiediamo ulteriori pacchetti di intercettori missilistici Patriot per l’Ucraina. È assolutamente giusto che diciamo agli Stati Uniti, all’Europa e a tutti i nostri partner che nessun Paese al mondo dovrebbe essere lasciato solo ad affrontare un attore così squilibrato e guerrafondaio come la Russia. Sono grato a tutti coloro che aiutano l’Ucraina. La pace può arrivare solo attraverso la forza, e chiediamo all’America di ricordare questo principio di Reagan”.

Caso Starlink, Kiev denuncia limitazioni senza preavviso: missioni militari interrotte

Nelle stesse ore Kiev ha denunciato anche problemi nell’utilizzo di Starlink, il sistema di comunicazione satellitare gestito da SpaceX, la società di Elon Musk.

Secondo Sergiy Beskrestnov, consigliere tecnologico del presidente ucraino, durante la notte sarebbero state introdotte limitazioni alla velocità di utilizzo di alcuni terminali satellitari in movimento, senza alcun preavviso alle forze armate: “Ieri sera, SpaceX ha imposto una limitazione di velocità ai terminali Starlink in movimento”, ha dichiarato Beskrestnov. “Le nostre forze di difesa non sono state informate di questa limitazione, il che ha portato all’interruzione di diverse missioni. Chiaramente, questa misura non può essere una coincidenza ed è legata all’attuale situazione politica”, ha aggiunto.

Il consigliere ucraino ritiene dunque che la decisione possa avere motivazioni politiche, ma non risultano conferme indipendenti di un collegamento con l’amministrazione Trump. Le restrizioni segnalate riguardano l’impiego dei terminali durante il movimento, senza indicazioni di una sospensione generale del servizio.

Per Kiev, che utilizza le comunicazioni satellitari anche nelle operazioni militari, le limitazioni hanno già provocato l’interruzione di alcune missioni. SpaceX non ha fornito, nelle informazioni disponibili, una spiegazione specifica della decisione denunciata dall’Ucraina.

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