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Esteri
Kiev: "Pronti al cessate il fuoco". La minaccia: "La Crimea è nostra"

"L'Ucraina è pronta a un cessate il fuoco bilaterale il prima possibile, se la Russia usa la sua influenza per convincere i separatisti a prendere lo stesso impegno e a un controllo dei confini, trasparente, sotto l'egida dell'Osce". Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Pavel Klimkin incontrando i giornalisti italiani prima del suo colloquio con il ministro Federica Mogherini, a Kiev.

Contestualmente, però, Klimkin ha lanciato una nuova offensiva contro la Russia, in apparente contrasto con la sua dichiarazione distensiva di qualche minuto prima. "La Crimea non è perduta, faremo tutto il possibile per riprendercela", ha detto il ministro degli Esteri ucraino, "la Crimea è una regione speciale, per molti aspetti economici dipende ancora da Kiev, il referendum che si è tenuto è fasullo".

E, in giornata, è arrivato un duro comunicato del Ministero della Difesa: "Non ci sarà piuì alcun cessate il fuoco unilaterale da parte dell'Ucraina nelle regioni separatiste orientali", ha annunciato il ministro della Difesa di Kiev, Valeriy Heletei. "Il presidente (Petro Poroshenko) lo ha chiarito. Ora ogni negoziato sarà possibile solo dopo che i miliziani (filo-russi) avranno deposto le armi una volta e per sempre", ha detto Heletei.

La tensione rimane comunque altissima. Negli ultimi giorni i militari ucraini hanno ripreso il controllo di alcune città chiave dell'est del Paese, dove da mesi infuria la rivolta dei ribelli filorussi. Dopo la riconquista di Sloviansk, nonostante le parole del ministro Klimkin, sembra imminente l'attacco dei tank di Kiev a Donetsk. E il presidente ucraino Petro Poroshenko ha nominato poche ore fa un nuovo capo delle operazioni militari, Vasyl Grytsak, per combattere i separatisti nell'Est.

Poroshenko, tra l'altro, ha approvato ieri un piano per la "liberazione" dell'est ucraino, in particolare Lugansk e Donetsk. Alle forze armate e alla guardia nazionale è stato consegnato il documento ed è ora operativo. Lo riporta l'agenzia di stampa ucraina Unian: secondo gli ordini andranno "spazzati via" tutti i militanti filorussi del Donbass. "Il capo supremo ha approvato un piano che riguarda pienamente tutte le fasi della liberazione della nostra terra dalla destabilizzazione" ha detto un rappresentante del consiglio di sicurezza nazionale.

Nel frattempo, la Commissione investigativa della Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, ha pubblicato i risultati dell'inchiesta sulla morte di centinaia di manifestanti in piazza Maidan durante la rivolta del febbraio scorso contro l'ex presidente Viktor Yanukovich. Secondo l'inchiesta, il 75 per cento dei morti a Maidan sarebbe stato ucciso con fucili da cecchino. La commissione afferma che le "esecuzioni di massa" a Maidan sono state compiute da un gruppo criminale guidato dall'ex presidente Yanukovich. Intercettazioni radiofoniche accusano i cecchini delle truppe interne, come le forze speciali "sokol" e le squadracce "berkut".

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