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Esteri
Ucraina, i ribelli filorussi: "Coprifuoco a Donetsk"

A Donetsk i ribelli filo-russi hanno imposto il coprifuoco notturno mentre proseguono gli scontri con l'esercito ucraino. "In citta' ci sara' il coprifuoco dalle 20 alle 6 del mattino fino a quando la situazione non si stabilizzera'", ha annunciato l'autoproclamata Repubblica popolare, "in questa fascia oraria la gente non dovra' girare per strada e i trasporti pubblici saranno sospesi". Colpi d'arma da fuoco sono riecheggiati nel centro della citta' di oltre un milione di abitanti, vicino alla sede regionale dei Servizi di sicurezza (Sbu), uno degli edifici occupati dai ribelli. In cielo sono stati avvistati anche alcuni caccia di Kiev. Martedi' il governo ucraino aveva lanciato un ultimatum ai miliziani perche' lasciassero Donetsk se non volevano essere uccisi. I combattimenti, pero', non si fermano, neppure dopo la battaglia in cui martedi' l'esercito ha riconquistato l'aeroporto internazionale della citta' e in cui ci sarebbero stati piu' di 100 morti. Secondo il comitato internazionale della Croce Rossa c'e' necessita' "urgente" di medicinali e aiuti per soccorrere il numero crescente di feriti. Da Mosca, il Cremlino ha fatto sapere di non aver ancora ricevuto l'appello che il premier della Repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, ha detto di aver inviato al governo russo e che lo valutera' solo dopo averlo letto. A Donetsk, intanto, i filo-russi hanno sequestrato un sacerdote cattolico polacco, Pavel Wite, che ogni sera celebrava una preghiera interconfessionale per la pace in Ucraina. Nessuna notizia dei quattro osservatori dell'Osce che mancano all'appello da martedi': i separatisti filo-russi negano di averli bloccati e avvertono che "da Kiev ci si puo' aspettare di tutto".

Un ulteriore tentativo di risolvere politicamente la crisi e' stato annunciato dal presidente francese Francois Hollande, che il 5 giugno, alla vigilia delle celebrazioni del 70mo anniversario dello sbarco alleato in Normandia, avra' un faccia a faccia con il collega russo Vladimir Putin all'Eliseo.

A Kiev nella tarda serata di martedi' le salme del fotografo italiano Andrea Rocchelli e del suo interprete russo, l'attivista e giornalista Andrei Mironov, uccisi sabato scorso nei pressi di Slaviansk, nell'Ucraina dell'Est. Per Rocchelli "si stanno completando le procedure consolari di riconoscimento per il successivo trasferimento in Italia. La salma di Mironov, invece, per la quale l'Italia si e' fatta carico del recupero e del trasferimento a Kiev, e' ora a disposizione dell'ambasciata russa. A Kiev sono presenti i genitori del giovane reporter italiano e il fratello di Mironov.

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