Scontri armati tra separatisti e truppe ucraine sono ripresi a Mariupol, strategica citta’ costiera nella regione di Donetsk, al centro negli ultimi giorni di furiose battaglie. Nei combattimenti sarebbero stati uccisi otto miliziani filo-russi, secondo quanto riferito dal sito ucraino Insider. Il portavoce delle forze di autodifesa locali ha confermato la notizia di un morto, un civile.
Le forze armate ucraine hanno attaccato con veicoli corazzati il quartier generale della polizia in citta’, occupato da funzionari che si rifiutano di obbedire agli ordini di Kiev. Scontri sono in corso anche intorno al palazzo del ministero dell’Interno, occupato dai separatisti. i leader della auto-proclamata repubblica Popolare di Donetsk avevano accusato le forze ucraine di aver usato armi chimiche nell’attacco per riprendere martedi’ il Municipio di Mariupol. “Gruppi armati controllati da Kiev hanno usato armi chimiche non identificate il 6 maggio mentre attaccavano il quartiere generale del consiglio cittadino”, si legge in una nota pubblicata sul sito web dei separatisti. Molti dei miliziani filo-russi avrebbero riportato “danni al sistema respiratorio, che probabilmente avra’ conseguenze e mettera’ a rischio le loro vite”. I separatisti hanno chiesto alla comunita’ internazionale di condannare l’uso di gas tossici a Mariupol, esortando Mosca a chiedere all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche un’inchiesta sull’accaduto. Da Kiev non e’ arrivato finora nessun commento.
Sospetti di sabotaggio russo sull’incendio che ha messo fuori uso per diverse ore la stazione televisiva ucraina a Kiev. Secondo Viktoria Syumar, vice capo dell’agenzia dei servizi di sicurezza ucraini Sbu, dietro l’incidente ci sarebbero sabotatori “stranieri” che avrebbero dato fuoco ai cavi sotterranei che alimentano l’emittente di Stato e diverse stazioni radio. L’atto doloso arriva nel giorno in cui la Russia celebra la vittoria nella Seconda Guerra mondiale. “Secondo ile prime informazioni, hanno dato fuoco ai cavi nel tunnel, a cui si puo’ accedere dalla strada”. “Solo dei professionisti sanno di questi canali sotterranei, questo e’ un classico sabotaggio”, ha affermato l’alto esponente dei servizi, che risponde alla “logica dei servizi segreti russi in linea con la dottrina di Lenin” volta ad attaccare i centri di comunicazione.
Di diverso avviso l’ufficio del sindaco di Kiev che, in precedenza, aveva catologato l’incendio come accidentale, molto probabilmente originato da un corto circuito. “Questo non e’ un atto di sabotaggio”, aveva affermato il responsabile dell’amministrazione regionale di Kiev, Volodymyr Bondarenko, aggiungendo tuttavia che indagini sono ancora in corso.

