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Esteri
Mosca ritira le sue truppe dal confine. E l'Ucraina orientale si ribella a Kiev

Primi segnali di distensione sull'Ucraina: la Russia ha avviato un graduale ritiro delle proprie truppe dal confine con l'Ucraina e le avrebbe ridotte, secondo alcune fonti, a 10.000 unita'. "Negli ultimi giorni, le forze russe si stanno gradualmente ritirando dal confine", ha riferito il portavoce dello Stato maggiore del ministero della Difesa di Kiev, Oleksiy Dmytrashkivskiy. Una parziale conferma e' arrivata dal ministero della Difesa russo, che ha indicato il ritiro di un battaglione della 15esima brigata di fanteria motorizzata, in rientro alla popria base dopo aver concluso le esercitazioni nella regione di Rostov. Il numero di soldati in un battaglione va da 300 a 1.200.

Potrebbe essere questo un primo risultato del dialogo avviato la scorsa settimana tra Barack Obama e Vladimir Putin, quando i presidenti americano e russo avevano chiarito in una telefonata i passaggi di una soluzione diplomatica alla crisi, cercata tra ieri e oggi dai capi delle rispettive diplomazie, John Kerry e Serghei Lavrov.

I due si sono visti questa mattina a Parigi al ministero degli Esteri francese, ma gia' nella notte avevano assicurato che il loro incontro di quattro ore domenica e' stato "costruttivo" e che sarebbe proseguito, nonostante le posizioni "divergenti". Mosca assicura di non voler invadere l'est dell'Ucraina e al tempo stesso insiste per la tutela dei diritti dei russofoni e chiede un modello federalista per l'ex repubblica sovietica. Il capo del Cremlino ha parlato con il cancelliere tedesco, Angela Merkel, prospettandole la necessita' di una riforma costituzionale in senso federalista per l'Ucraina e allungando le mani sulla Transnistria, il territorio autonomo della Moldavia. Per questa regione, autoproclamatasi Stato ma non riconosciuta come tale dalla comunita' internazionale, Putin ha chiesto una rimozione del blocco "virtuale" all'accesso fisico al territorio.

La Crimea, invece, il Cremlino la da' gia' per acquisita al territorio russo. Il premier Dmitri Medvedev ha visitato la penisola, diventando il primo leader di Mosca a recarvisi dall'annessione. "Oggi qui il governo discutera' lo sviluppo della Crimea", ha scritto Medvedev su Twitter. KIev ha protestato: "E' una violazione delle relazioni internazionali". Quel territorio e' ucraino". A Sinferpoli, il premier ha promesso la creazione di un'universita' di livello federale in Crimea, un programma di assistenza medica gratuita ai cittadini, l'aumento graduale delle pensioni che verranno parificate alla media nazionale russa e ha sottolineato la necessita' di ridurre i prezzi dei biglietti aerei per potenziare il turismo e rendere la Crimea competitiva con destinazioni quali Turchia e Bulgaria.

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