L’Unione europea ha approvato il più grande ampliamento della lista delle sanzioni contro la Russia dall’inizio della guerra. Le nuove misure riguardano quasi 1.600 persone e soggetti giuridici collegati al settore militare-industriale russo. Intanto, Kiev denuncia nuovi bombardamenti sulle infrastrutture energetiche e il presidente Zelensky avverte Mosca sulla tregua annunciata da Donald Trump.
Più della metà delle nuove iscrizioni riguarda la filiera dei missili balistici, spiega Kaja Kallas
I ministri degli Esteri dei 27 Paesi dell’Unione europea, riuniti a Lussemburgo lunedì 12 ottobre, hanno dato il via libera a quasi 1.600 nuove voci nella lista delle sanzioni contro la Russia. Il provvedimento colpisce il complesso militare-industriale di Mosca, con particolare attenzione ai soggetti coinvolti nella fabbricazione e nella fornitura di componenti per i missili balistici.
Ad annunciare l’approvazione è stata l’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, che ha spiegato gli obiettivi delle nuove restrizioni: “Si tratta del più grande ampliamento della nostra lista di sanzioni da quando la Russia ha dato inizio alla guerra. L’Europa sta dimostrando ancora una volta di fare fronte comune. Più della metà di queste voci è collegata alla catena di produzione dei missili balistici. Stiamo rendendo significativamente più difficile, più lento e più costoso per la Russia produrre le armi che utilizza per uccidere gli ucraini”.
L’obiettivo dichiarato da Bruxelles è ostacolare la produzione militare russa, intervenendo sulle imprese e sulle persone che contribuiscono alla realizzazione degli armamenti.
Prima dell’approvazione, arrivando alla riunione del Consiglio Esteri, Kallas aveva anticipato la decisione e commentato anche la tregua energetica annunciata dal presidente americano Donald Trump: “Oggi adotteremo quasi 1.600 nuove iscrizioni di sanzioni mirate al complesso militare-industriale della Russia. – ha detto Kallas – Sarà la più grande espansione della nostra lista di sanzioni dalla Russia ha iniziato la sua guerra. Accogliamo anche il cessate il fuoco energetico, quando reggerà. Ma non abbiamo ancora visto se la Russia lo rispettera’”.
Ucraina, nuovi blackout dopo i raid russi: Zelensky accusa Mosca di violare la tregua energetica
Mentre Bruxelles approva le nuove sanzioni, l’Ucraina denuncia ulteriori attacchi russi contro le infrastrutture energetiche. I bombardamenti della notte hanno provocato interruzioni della corrente elettrica in diverse zone del Paese, con danni agli impianti e alle reti di distribuzione.
Nella regione di Dnipropetrovsk, il capo dell’amministrazione militare regionale Oleksandr Hanzha ha riferito che le forze russe hanno colpito tre distretti “più di 10 volte”, utilizzando droni e artiglieria. A Izyum, a sud-est di Kharkiv, i residenti sono rimasti senza elettricità dopo un bombardamento che ha danneggiato la rete di distribuzione. Nella regione di Zhytomyr, invece, il governatore ha segnalato attacchi contro infrastrutture ferroviarie ed energetiche.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo al forum sulla Sicurezza di Varsavia, ha accusato la Russia di aver già violato il cessate il fuoco energetico annunciato da Donald Trump. Secondo Zelensky, durante la notte droni a reazione russi avrebbero colpito impianti del gas ucraini.
Il leader di Kiev ha avvertito che, se Mosca non rispetterà la tregua energetica, l’Ucraina “reagirà”. Zelensky ha anche ironizzato sull’annuncio del presidente americano pubblicato su Truth Social: “E’ evidente – ha affermato – che Putin non legge Truth Social e che i suoi droni Shahed seguono istruzioni diverse. Ma questi post riguardano effettivamente qualcosa che influenza la vita di milioni di persone, e questo li rende estremamente importanti”.
La tregua era stata annunciata da Trump, ma non risulta confermata da un accordo condiviso tra Mosca e Kiev. Intanto, le autorità ucraine continuano a segnalare danni alle infrastrutture energetiche e interruzioni dell’elettricità dopo gli attacchi notturni.
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