IMPRESE-LAVORO.COM Prima si chiamava Alitalia oggi è ITA Aiways ma gli sgambetti con gli scali aeroportuali del nord Italia, a partire da Malpensa non cambiano. L’aeroporto che ha preso di recente il nome di Silvio Berlusconi è, assieme a Linate, il motore degli affari di tutto il paese. Non solo per il Cargo, che segna record su record, ma perché può offrire una gamma di voli diretti per quei paesi al centro degli scambi economici con Milano e con l’intero paese. In queste settimane è scoppiato il caso dei voli diretti tra Malpensa e Lima: già oggi sono 150mila i passeggeri che ogni anno – nonostante uno scalo intermedio – volano da Milano sulla capitale del Perù, il doppio rispetto a Roma. Ma ITA, che ha scelto di concentrare la sua attività su Roma, si è messa di traverso, perché Emirates ha manifestato la volontà di volare sulla rotta Malpensa Lima, chiedendo al governo tre frequenze settimanali aggiuntive rispetto alle quattro già previste. È un segnale positivo per lo scalo varesino che continua a crescere. Ma se Emirates non ottenesse il risultato potrebbe puntare su un altro scalo europeo, come Barcellona, con la certezza di perdere passeggeri e merci verso la Spagna. Autorizzare il collegamento Milano-Lima servirebbe a sostenere le imprese, potenziare il traffico merci e consolidare il sistema Italia. Proprio oggi, a margine dell’annuale assemblea, Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, ha voluto ricordare il “ruolo decisivo per la crescita delle imprese del territorio” dell’aeroporto di Malpensa. Va ricordato che proprio Assolombarda ha promosso una serie di incontri coi paesi del Mercosur e il Perù è uno stato associato.

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