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Ungheria, affluenza record oltre il 77%. Finisce l’era Orban: trionfa Magyar che punta alla supermaggioranza. “Abbiamo scritto la storia”

Ungheria, affluenza record oltre il 77%. Seggi chiusi alle 19, Europa con il fiato sospeso. Sfida tra Orban e Peter Magyar

Ungheria, affluenza record oltre il 77%. Finisce l’era Orban: trionfa Magyar che punta alla supermaggioranza. “Abbiamo scritto la storia”
Peter Magyar

Con Tisza proiettata a 135 seggi e Fidesz fermo a 57, Orban ammette a sconfitta e parla di risultato “chiaro” e “doloroso”

La svolta politica della notte ora passa anche dalle parole di Viktor Orban. Con Tisza ancora proiettata a 135 seggi contro i 57 di Fidesz, il premier uscente ha riconosciuto che l’esito del voto è ormai definito e ha parlato di un risultato “chiaro”, pur definendolo anche “doloroso” per il suo partito.

Orban si è congratulato con Peter Magyar e ha ammesso che la responsabilità di governo non andrà a Fidesz. È il passaggio politico più pesante della serata, perché trasforma le proiezioni e i dati parziali in una presa d’atto pubblica della sconfitta dopo sedici anni di potere.

Nello stesso intervento, il leader ungherese ha aggiunto che continuerà a servire il Paese dall’opposizione e che il suo partito non si arrenderà. A questo punto la notte elettorale non ruota più attorno all’incertezza sul vincitore, ma attorno alla misura della vittoria di Magyar e al peso parlamentare con cui Tisza potrà aprire una nuova fase politica in Ungheria.

Con il 45,7% scrutinato Tisza sale a 135 seggi, supera la soglia dei due terzi e mette Orban sotto di 78

La notte elettorale ungherese prende ormai una direzione molto più chiara. Con il 45,7% delle schede scrutinato, Tisza di Peter Magyar arriva in proiezione a 135 seggi, mentre Fidesz di Viktor Orban scende a 57. Mi Hazank, sul fronte dell’estrema destra, si fermerebbe a 7.

Il passaggio decisivo è tutto qui: Tisza non è più soltanto avanti, ma va oltre quota 133, cioè la soglia che vale la maggioranza dei due terzi e che aprirebbe la strada anche a modifiche della Costituzione. È il salto politico più pesante visto finora nello spoglio.

Mentre i numeri si consolidano, Magyar affida a un post il primo messaggio della serata: “Grazie Ungheria”. Una frase breve, ma che fotografa bene il clima di queste ore. Per Orban, invece, il conteggio sta assumendo i contorni di una sconfitta storica.

Con il 21,5% delle schede scrutinare Tisza sale a 128 seggi, Fidesz scende a 62 e i due terzi restano a cinque passi

Lo scrutinio continua a rafforzare la traiettoria della serata. Con il 21,5% dei voti scrutinati, Tisza consolida il vantaggio e sale a 128 seggi, mentre Fidesz di Viktor Orban arretra a 62. Mi Hazank, sul lato dell’estrema destra, si fermerebbe a 8.

A questo punto il dato più pesante non è più soltanto il sorpasso, ma la misura del margine. Peter Magyar resta davanti e si porta a un passo dalla soglia che cambierebbe davvero il peso politico della sua eventuale vittoria.

Il numero da guardare ora è 133. È lì che si ferma la soglia dei due terzi, quella che vale la supermaggioranza. Con 128 seggi Tisza ne avrebbe ancora cinque di meno, ma il vantaggio accumulato rende la distanza molto più concreta di quanto sembrasse all’inizio dello spoglio.

Alla chiusura dei seggi circolano due rilevazioni pre-elettorali concordi: Tisza nettamente davanti, Fidesz staccato

Alla chiusura dei seggi arrivano anche due rilevazioni condotte prima del voto che spostano subito il clima della serata. Non si tratta di exit poll, ma di sondaggi pre-elettorali diffusi solo dopo le 19, e tutti e due indicano un vantaggio molto netto di Peter Magyar.

Nel primo scenario Tisza viene accreditata intorno al 55%, con Fidesz-Kdnp al 38%, Mi Hazánk al 5%, Dk all’1% e Mkkp all’1%. Numeri che, se confermati dallo scrutinio, porterebbero il partito di Magyar fino a 132 seggi su 199.

Anche la seconda rilevazione va nella stessa direzione e assegna a Tisza un risultato persino più pesante in termini parlamentari: 135 seggi, cioè la soglia che garantirebbe una supermaggioranza sufficiente per cambiare la Costituzione ungherese.

Il dato politico della serata, quindi, cambia tono molto rapidamente. Dopo una giornata segnata dall’affluenza record, il primo segnale che filtra dalla notte elettorale è che la sfida potrebbe essersi spostata ben oltre il semplice testa a testa tra Orban e Magyar.

Affluenza record: ha votato il 77,8% degli elettori. Il segnale più forte di una sfida che può cambiare il Paese e non solo…

L’Ungheria entra nella sua notte elettorale con un dato incredibile: l’affluenza. Alle 19 si sono chiusi i seggi delle parlamentari 2026 e alle 18:30 aveva già votato il 77,8% degli aventi diritto, un livello senza precedenti nella storia democratica recente del Paese. Ora l’attesa si sposta sullo spoglio: dalle 20 sono attese le prime proiezioni e il quadro inizierà a delinearsi nel corso della serata.

Il voto mette di fronte Viktor Orban e Peter Magyar, nella sfida più delicata per il premier ungherese da quando è tornato al potere. In gioco ci sono 199 seggi: 106 assegnati nei collegi uninominali e 93 tramite liste nazionali e delle minoranze. È una consultazione che può segnare una svolta, perché arriva dopo 16 anni di governo di Orban e in un momento in cui Budapest è osservata con grande attenzione anche dal resto d’Europa.

La partecipazione è stata altissima per tutta la giornata. Alle 17 era già al 74,2%, dunque oltre il dato finale delle elezioni del 2022, fermo al 69,5%. Da lì in poi la corsa è proseguita fino al 77,8% registrato alle 18:30, un numero che racconta da solo il livello di tensione e aspettativa attorno a questa consultazione. Le file ai seggi e la mobilitazione in tutto il Paese avevano già fatto capire nel pomeriggio che si andava verso una serata eccezionale.

Durante la giornata i due sfidanti hanno alzato il tono. Orban ha detto: “Sono giovane, non è la mia ultima elezione. Sono qui per vincere”. Magyar ha replicato: “Il nostro partito vincerà, l’unica incognita è se con una maggioranza semplice, o con quella assoluta”. Negli ultimi appelli agli elettori, il premier ha aggiunto che “Il destino del Paese può dipendere da un solo voto” e che “la pace e la sicurezza dell’Ungheria” sono in gioco, mentre il leader di Tisza ha insistito sul fatto che “ogni voto può essere decisivo”.

L’attenzione ora è tutta sulla notte dello scrutinio. Le prime proiezioni sono attese dalle 20, ma il conteggio richiederà ore. Il punto politico, però, è già chiaro: l’affluenza record trasforma questa elezione in un passaggio cruciale non solo per Budapest, ma per tutta l’Europa. Se Orban riuscirà a reggere l’urto, lo farà dopo la prova più dura degli ultimi sedici anni. Se invece Magyar dovesse imporsi, per l’Ungheria si aprirebbe una fase completamente nuova.

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