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Esteri
Usa 2016, Hillary Clinton vince il secondo didattito tv con Donald Trump

La candidata democratica alla presidenza, Hillary Clinton, ha vinto il secondo faccia a faccia in tv contro il repubblicano Donald Trump. Lo sostiene il sondaggio condotto da Cnn/Orc subito dopo il dibattito che si e' svolto a St. Louis, in Missouri. In base al sondaggio di Cnn/Orc, la Clinton ha vinto il secondo dibattito con il 57% delle preferenze contro il 34% del rivale repubblicano.

Usa 2016, Trump-Clinton: volano insulti nel secondo dibattito

Il secondo dibattito presidenziale è finito come non era iniziato: con una stretta di mano tra Donald Trump e Hillary Clinton e con complimento reciproco, ma solo perché la domanda conclusiva aveva forzato i due candidati a dire qualcosa di positivo l'uno sull'altro. Altrimenti per gran parte dei 90 minuti di confronto, il repubblicano e la democratica si sono scontrati a colpi di parole, di insulti e persino di minacce. Come quella, di lui, di metterla sotto inchiesta per le email private se diventerà presidente. La partenza è stata dedicata alla questione più scottante delle precedenti 48 ore: il video del 2005 in cui un 59enne Trump sessista si vantava di potere "fare di tutto" alle donne, anche prenderle per i genitali, essendo lui una star. Scontri a parte, secondo un sondaggio di Cnn, il 57% degli intervistati dice che ad avere vinto è Clinton contro il 34% a favore di Trump. Interpellato sulla performance del candidato del Gop, il 63% del campione è convinto che sia andato meglio delle attese, per il 21% ha fatto peggio del previsto e il 15% quanto stimato. Il video scandalo ha caratterizzato i primi 20-30 minuti del dibattito, durante i quali Trump non si è difeso bene, è apparso confuso, nervoso al punto da andare completamente fuori tema. Clinton tuttavia non ha saputo sfruttare il momento per ferire l'avversario. Un avversario che prima di salire sul palco aveva diffuso un video e poi tenuto una conferenza stampa con tre delle donne che dicono di essere state abusate o molestate sessualmente da Bill Clinton in passato (Paula Jones, Juanita Broaddrick, Kathleen Willey). Una quarta (Kathy Shelton) si è unita a loro: fu violentata da un uomo difeso da Hillary Clinton in un processo nel 1975. Video scandalo: solo chiacchiere da spogliatoio?

Trump ha tentato di minimizzare il contenuto del video che ha scosso il partito repubblicano, dicendo che quelle in esso contenute erano solo "chiacchiere da spogliatoio. Non ne sono orgoglioso", ha spiegato. "Mi sono scusato con la mia famiglia e con il popolo americano", ha aggiunto riferendosi al video da un minuto e mezzo diffuso nella notte tra venerdì 7 e sabato 8 ottobre scorsi e in cui disse che quelle parole non riflettevano chi è veramente. "Sì, ne sono imbarazzato. Ma sono chiacchiere da spogliatoio", ha continuato iniziando poi a parlare disordinatamente dei problemi nel mondo come l'Isis e la sicurezza in Usa. Si stava chiaramente arrampicando agli specchi.

A quel punto Clinton ha rilasciato il suo primo commento sul caso. "Sarò anche stata in disaccordo con i precedenti candidati repubblicani, ma non ho mai messo in dubbio la loro adeguatezza ad essere presidenti. Non è così per Trump. Quello che abbiamo visto e sentito venerdì era Donald che parlava delle donne, cosa pensa delle donne, cosa fa alle donne. E ha detto che quel video non rappresenta chi è veramente. Secondo me rappresenta esattamente chi è". Invece che insistere sull'argomento scottante, l'ex segretario di Stato ha spiegato al pubblico che "Trump non ha preso di mira solo le donne, ma anche i migranti, i latino-americani, i prigionieri di guerra, i musulmani e molti altri". Lo ha fatto per dire - forse allontanandosi troppo da un terreno che per Trump era certamente minato - che con lei alla Casa Bianca "ci rispetteremo a vicenda e celebreremo le nostre differenze" perché "questa è l'America che conosco e amo".

Trump: Bill ha fatto cose peggiori alle donne

E così Trump è passato all'attacco. Quelle di Clinton "sono solo parole. Solo parole. Le sento da anni", ha dichiarato passando in rassegna quelli che per lui sono stati una serie di fallimenti dell'ex senatrice per lo Stato di New York. Diversamente da lei, lui "aiuterò gli afroamericani, i sudamericani, gli ispanici e le città povere". E come prevedibile, ha accusato Bill Clinton di "cose ben peggiori" delle sue chiacchiere da spogliatoio. "Le mie sono parole, le sue sono state azioni. Non c'è stato nessuno nella storia della politica di questa nazione che è stato così violento" con le donne. Non contento ha accusato l'ex first lady di avere preso di mira quelle che hanno accusato il marito di abusi sessuali.

Hillary: tutte falsità 

Hillary si è limitata a citare (e non è la prima volta) il motto di Michelle Obama di questa campagna ("When they go low, you go high", quando qualcuno tocca il fondo, tu guadagni quota) e a dire che molto di quanto sostenuto da Trump "non è vero". Un concetto ribadito per gran parte del dibattito e poi dopo anche a bordo dell'aereo tapezzato di slogan "Stronger together". Il punto è che anche il magnate immobiliare ha accusato la rivale di continue menzogne. La candidata democratica ha comunque cercato di spiegare agli ascoltatori che se quello che ha imbarazzato Trump "fosse solo un video, quello che dice questa sera sarebbe comprensibile", come a dire che si potrebbe accettare il fatto che le sue fossero davvero chiacchiere di basso livello. Il punto è che il rivale del Gop "non si è scusato di nulla e con nessuno", dalla famiglia di fede musulmana Khan al presidente Barack Obama. Anche per questo "deve assumersi le responsabilità delle sue parole e delle sue azioni.

Trump: se divento presidente aprio un'inchiesta su email gate

I due hanno discusso di fisco, con Trump che ha ammesso di avere usato una perdita da quasi un miliardo di dollari nella sua dichiarazione dei redditi del 1995 per di fatto evitare di pagare tasse federali ("Certo che l'ho fatto, come molti dei donatori" di Clinton); si sono scontrati sull'emailgate, con Hillary che è tornata a dire che "è stato un errore" che non rifarebbe e con il rivale che ha promesso: "Se sarò eletto presidente ordinerò al segretario del dipartimento di Giustizia di iniziare un'inchiesta" su di lei e "nominerò un procuratore speciale" chiamato a scoprire cosa è successo alle 33.000 email cancellate da Hillary. "Mi vergognerei per averlo fatto invece che consegnarle al dipartimento di Stato", ha tuonato Trump. "Ogni cosa che ha appena detto è assolutamente falsa, ma non ne sono sorpresa. E' semplicemente positivo che qualcuno con il carattere di Donald Trump non sia responsabile della legge nel nostro Paese", ha replicato lei. Il repubblicano ha risposto con ancora più forza: se lo fossi, ha fatto capire, "saresti in prigione". Parole di rispetto reciproco.

Solo alla fine, quando un membro dell'audience ha posto l'ultima domanda della serata, i toni si sono calmati. A chi chiedeva al due candidati di dire qualcosa di positivo l'uno dell'altro, Clinton ha saputo evitare di lodare direttamente l'avversario: "Rispetto i suoi figli, sono capaci e fedeli e credo che ciò dica molto di Donald" ma "la posta in gioco è alta, non siamo in tempi normali e questa non è una campagna elettorale normale", ha aggiunto come a giustificare le accuse e gli insulti tra i due. Trump invece non ha esitato a riconoscere in Hillary una "lottatrice" che "non molla mai, non si arrende mai. Lo rispetto. Dico le cose come stanno". Solo a quel punto, quando il sipario stava per scendere, è scattata la stretta di mano. Di certo non sentita.

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