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Esteri
Usa, ad Halloween Biden spaventa le compagnie petrolifere

Usa, Joe Biden minaccia le compagnie petrolifere

 

Joe Biden ha aspettato la notte di Halloween per far vedere “gli spettri” alle compagnie petrolifere. E la minaccia è stata abbastanza chiara: una tassa sui profitti straordinari ( che pure negli Stati Uniti, cosi come in Europa, sono davvero “straordinari”) se non investiranno di più e soprattutto se i prezzi dei combustibili non cominceranno a scendere. A una settimana dalle elezioni di medio mandato Joe Biden ha accusato le compagnie di guadagnare dalla guerra in Ucraina. A più riprese il democratico ha sostenuto che le Big del petrolio non dovrebbero reinvestire in azioni le loro plusvalenze gigantesche ma invece dovrebbero investire maggiormente in nuove ricerche, in migliore capacità di produzione e raffinazione. L’esortazione, che ai più è sembrata una minaccia ,si è conclusa con un ulteriore suggerimento, quello cioè di trasferire ogni taglio di prezzo della materia prima e della benzina sui consumatori. In mancanza di ciò verrà applicata una tassa sui guadagni straordinari.

Usa, una minaccia a tempo di elezioni di medio termine 

A onor del vero l’esternazione del Presidente è sembrata più una mossa elettorale che una vera e propria operazione che verrà portata avanti. Anche perchè non è chiaro che materialmente lo possa fare. Ma la paura di perdere il controllo della Camera dei rappresentanti sembra essere maggiore della reale possibilità di fare una legge ad hoc. E’ pura verità, comunque , che le compagnie petrolifere stiano facendo profitti record a fronte dell’aumento del petrolio per la guerra in Ucraina.  I dati dell’Amministrazione Biden lo confermano. Solo negli ultimi sei mesi Chevron, ExxonMobil, Bp, Shell, ConocoPhillips e TotalEnergy hanno guadagnato la formidabile somma di oltre 100 miliardi di dollari. E a fronte di questo la Casa Bianca è stata, almeno a parole, dura "le compagnie petrolifere stanno impoverendo le famiglie americane con i prezzi alla pompa mentre stanno arricchendo gli azionisti evitando inoltre di aumentare la produzione".

Usa, 100 miliardi di dollari i guadagni di sei mesi delle Big del petrolio

Biden alla compagine petrolifere non ha risparmiato nulla "Dammi una pausa. È abbastanza. Sono a favore del capitalismo. Non ho problemi con le aziende che realizzano un profitto equo e ottengono un ritorno sul loro investimento e innovazione. Ma questo non è nemmeno lontanamente ciò che sta accadendo. I profitti record delle compagnie petrolifere non derivano dal fatto che stanno facendo qualcosa di nuovo o innovativo. I profitti sono purtroppo un regalo della guerra, un conflitto orribile in Ucraina che danneggia decine di milioni di persone in tutto il mondo. È tempo che queste aziende smettano di trarre profitto dalla guerra, adempiano alle loro responsabilità in questo paese, diano una pausa al popolo americano e continuino a fare molto bene. Il popolo americano giudicherà chi è con loro e chi si prende cura di se stesso". Questo super avvertimento sembra non aver toccato almeno il presidente della Exxon Darren Woods che ha detto che “il suo modo di restituire profitti inaspettati agli azionisti era sotto forma di dividendo trimestrale”. Insomma un dialogo tra sordi.

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