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Esteri
Usa, ballottaggio Georgia: si decide il futuro della presidenza Biden
(fonte Lapresse)

Si vota oggi per il cruciale ballottaggio per eleggere i due senatori dello stato e decidere quindi quale dei due partiti controllerà il Senato. Ma sul voto è esplosa intanto in queste ore la bomba della registrazione della telefonata nella quale il presidente americano uscente chiede al segretario di Stato della Georgia Brad Raffensperger di "trovare" i voti necessari a proclamarlo vincitore alle presidenziali in questo stato, pubblicata dal Washington Post.

Trump ha concentrato su questo stato gran parte delle sue contestazioni senza prove sul risultato delle presidenziali, tanto che a fine dicembre ha chiesto le dimissioni del governatore, il repubblicano Brian Kemp, colpevole di "rifiutarsi di riconoscere che ho vinto alla grande in Georgia". E sabato ha insinuato su Twitter che anche il ballottaggio per i senatori di questo stato potrebbe risultare "illegale e non valido". Il presidente eletto Biden parteciperà oggi alla chiusura della campagna degli sfidanti democratici, Jon Ossoff ed il reverendo Raphael Warnock, in un evento ad Atlanta, la roccaforte democratica di questo stato che lo ha visto vincitore, la prima volta di un candidato presidenziale democratico dal 1992. Mentre nelle stesse ore Trump sarà a Dalton per il comizio conclusivo in favore dei due senatori David Perdue e Kelly Loeffler, impegnati in un duello all'ultimo voto per difendere i seggi. Non è però certo che Perdue potrà partecipare al rally, dal momento che il 31 ha annunciato di essersi messo in quarantena a seguito di un contatto con una persona positiva al Covid.

I sondaggi degli ultimi giorni descrivono accaniti testa a testa: secondo la media dei sondaggi di FiveThirtyEight aggiornata a ieri, i democratici sono in leggero vantaggio. Ossoff supera Perdue dell'1,8%, mentre Warnock è avanti del 2,2% rispetto a Loeffler. I democratici hanno avuto un trend in crescita, ma si tratta di un margine ristretto. Tuttavia negli ultimi giorni l'ottimismo dei democratici è andato crescendo di fronte al record di oltre tre milioni di cittadini che hanno votato in anticipo o per posta, metodi preferiti dal loro elettorato. Segnali positivi per i dem arrivano anche dal fatto che gli elettori afroamericani - che sono stati la chiave della vittoria di Joe Biden nello stato - si stanno presentando alle urne in percentuali ancora maggiore di quelle di novembre e che il voto in anticipo si sta registrando soprattutto in distretti a maggioranza democratica. Nelle scorse settimane i partiti hanno investito milioni di dollari sui propri candidati perché la posta politica in gioco è molto alta: se entrambi i candidati democratici riusciranno ad imporsi domani, al Senato si arriverà ad una situazione di parità, 50 a 50, che di fatto darà ai dem la maggioranza, perché sarà la vice presidente Kamala Harris ad esprimere il voto nelle situazioni di stallo.

Una maggioranza democratica al Senato renderebbe tutto più facile ovviamente a Biden che potrebbe contare, almeno per i primi due anni di governo, sul controllo dell'intero Congresso. Per questo i repubblicani, che hanno la maggioranza al Senato dal 2014, sanno di non poter perdere entrambi i seggi. E sono allarmati dal fatto che la propria base elettorale possa disertare le urne a seguito dei durissimi attacchi che Donald Trump ha lanciato nelle ultime settimane contro l'amministrazione, repubblicana, della Georgia colpevole, a detta del presidente, di non aver sventato il complotto che ha permesso a Biden di "rubargli" la vittoria nello stato. La telefonata rivelata dal Washington Post rischia di mettere ulteriormente in difficoltà gli elettori. I due candidati repubblicani sanno benissimo che il loro destino elettorale è nelle mani di Trump - e nel messaggio che darà alla sua base nel suo comizio di oggi, durante il quale, con ogni probabilità, ripeterà le accuse e gli attacchi al governo repubblicano dello stato.

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