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Esteri
Usa/ Democratici e repubblicani tra sarcasmo ed ironia


 
Recentemente una conversazione ascoltata su Wnyc, la radio pubblica di New York City, ha messo il dito sulla piaga del Partito Democratico: questo non parla piú agli operai, sua tradizionale base elettorale. Oggi negli Usa si é creata una situazione per cui il Partito Repubblicano, che tradizionalmente rappresenta gli interessi delle societá e dei ricchi, é piú in sintonia con i colletti blu di quanto sia il Partito Democratico.
Un’altra contraddizione (osservata dalla rivista “Forbes” del 4 gennaio 2015) é che gli stati “red” (che votano repubblicano) sono poveri, mentre quelli “blu” (democratici) sono ricchi. Ma non é tutto. Ai democratici é stata anche data la colpa di denigrare i sostenitori del presidente Donald Trump (cioé la classe operaia povera) ritenendoli ignoranti, grezzi e poco informati, senza peró fermarsi a riflettere su ciò a cui i colletti blue aspirano.
Queste osservazioni sono valide anche a livello accademico per spiegare la differenza tra sarcasmo ed ironia. I poveri che appoggiano i repubblicani: ironia; i democratici che prendono in giro i lavoratori: sarcasmo.
Per i democratici, la vittoria di Trump é dovuta al “risentimento” degli operai verso i poveri immigrati, senza rendersi conto che questo “risentimento” é solo la manifestazione esteriore di disagi economici e sociali che la precedente amministrazione del presidente Obama non é riuscita a risolvere, come gli eccessi di Wall Street, la deregulation delle linee aeree ed i milioni di rifugiati per la fallace politica estera in Medio Oriente. La parte positiva, invece (come Obama Care) non é stata sufficentemente spiegata dai media, visto che l’amministrazione di Obama é stata una delle piú repressive nei confronti dell’informazione.
Ma seppur poveri, gli operai non sono stupidi, infatti Obama Care, o Previdenza Sanitaria, non verrá abolita nonostante la volontá dei politici repubblicani di assecondare le assicurazioni private.
Durante la campagna presidenziale i democratici si sono concentrati sui diritti ai matrimoni tra omosessuali, la sfiducia alla polizia per il mantenimento dell’ordine pubblico, il cambiamento climatico e la ratifica di accordi multilaterali che favoriscono le multinazionali. Come dire, evangelizzare i convertiti invece di attirare i fuorusciti, visto che i gay, ad esempio, non avrebbero sicuramente votato per Trump anche senza le riassicurazioni dei democratici. Poi, sul cambiamento climatico hanno proprio perso il treno. Seppur siano stati attenti a non definirlo “riscaldamento globale”, i democratici non sono riusciti a collegare l’energia rinnovabile all’aumento dell’impiego.
I democratici, inoltre, non hanno perso occasione per denigrare gli elettori attenti ai valori tradizionali, etichettandoli come fondamentalisti evangelici, senza capire che molti operai hanno trovato rifugio nella religione per far fronte alla povertá e al degrado sociale.
Si potrebbe dire che i democratici americani sono ora paragonabili a quello che era la sinistra veltroniana, incapace e fuori dalla realtá.
Un esempio potrebbe essere la campagna dei democratici contro le statue dei leader confederati della guerra civile. É come se tra i romani ci fossero stati dei veltroniani intenti a rimuovere tutte le statue degli imperatori piú odiati come Caligola, Nerone, Domiziano e Commodo.
Al confronto, i repubblicani si sono soffermati su elementi basilari come l’impiego e l’ordine pubblico, e tutto quello che fuoriusciva da questi margini venivano etichettato come “fake news”. Anche in questo caso, i tradizionali media democratici non hanno aiutato, presentando le notizie in modo corretto, ma parziale.
Ad esempio, nell’edizione del ‘New York Times” del 28 maggio, 2017, un articolo in prima pagina lamentava lo sconforto dei passeggeri dei voli aerei, causato dalle imposizioni di Wall Street, senza citare la mancanza di regole favorita dall’amministrazione di Obama. Ci sono resoconti stampa che denunciano come il 43% della popolazione carceraria sia afro-americana, senza indicare che il 57% dei crimini viene commesso da afro-americani (per la maggior parte su altri afro-americani), che rappresentano solo il 13% della popolazione. Questo permette ai leader afro-americani di politicizzare le parziali statistiche, senza creare responsabilitá verso la loro comunitá e, nel mentre, finire per favorire la retorica repubblicana.

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democratici repubblicani usa
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