Secondo Politico, il Pentagono avrebbe già posizionato asset militari per possibili operazioni contro Cuba, dagli attacchi di precisione alla cattura della leadership. La decisione finale spetterebbe a Trump, ma i tempi si stringono per il logoramento della flotta.
Navi in mare da quasi dieci mesi, cresce la pressione sulla Marina americana
Il Pentagono avrebbe gettato le basi per un possibile attacco contro Cuba, fino all’ipotesi di un’invasione, nel caso in cui Donald Trump dovesse dare l’ordine. A riportarlo è Politico, secondo quanto rilanciato dall’Ansa.
Gli asset militari americani sarebbero stati posizionati per rendere le forze Usa pronte a diversi tipi di operazioni. Lo schema andrebbe da una serie di attacchi di precisione fino alla possibile cattura della leadership cubana.
La decisione, secondo la ricostruzione, è ora nelle mani dell’amministrazione americana. I tempi sarebbero stretti non solo per ragioni politiche, ma anche operative. Molte delle navi schierate stanno infatti per raggiungere i dieci mesi in mare, oltre la durata abituale delle missioni, che di solito si fermano a sei o sette mesi.
Questo prolungamento sta alimentando preoccupazioni tra i funzionari della Difesa. Il timore riguarda il logoramento degli equipaggi e la pressione sulla Marina americana, già impegnata nel blocco nel Golfo Arabico.
Al momento non risulta un ordine operativo annunciato pubblicamente. La notizia resta quindi legata alla ricostruzione dei media americani, ma il quadro descritto indica una preparazione militare già avanzata e una finestra decisionale che potrebbe chiudersi rapidamente.
Il dossier Cuba si inserisce in una fase di forte tensione internazionale per Washington. Una scelta di questo tipo avrebbe conseguenze immediate sul piano militare e diplomatico, con un impatto diretto sui rapporti tra Stati Uniti, America Latina e alleati.

