Stretta di Trump sui visti d’ingresso, un giudice la boccia: “Violato il diritto internazionale”
Un giudice federale ha annullato il blocco imposto dall’amministrazione Trump al rilascio dei visti di immigrazione per cittadini di 75 Paesi, giudicandolo “contrario alla legge” e oltre i poteri attribuiti al segretario di Stato Marco Rubio. Lo riferisce la Cnn, secondo cui la misura, introdotta a gennaio e riguardante tra gli altri Brasile, Colombia, Egitto, Haiti, Somalia e Russia, era stata motivata con l’obiettivo di impedire l’ingresso negli Stati Uniti di persone che avrebbero potuto ricorrere all’assistenza pubblica.
La giudice Jeannette Vargas, del tribunale federale di Manhattan, ha stabilito tuttavia che la valutazione del rischio che un immigrato diventi un “onere pubblico” deve essere effettuata individualmente, considerando fattori come situazione finanziaria, età, salute, competenze e condizioni familiari, e non può basarsi esclusivamente sulla nazionalità.
Secondo Vargas, le istruzioni del dipartimento di Stato imponevano in pratica ai funzionari consolari di respingere le domande anche quando i richiedenti dimostravano di potersi mantenere autonomamente. “Il risultato è predeterminato. Il visto sarà rifiutato”, ha scritto la giudice, nominata dall’ex presidente Joe Biden, rilevando anche un contrasto con la legge del 1965 che vieta discriminazioni sulla base della nazionalità nel rilascio dei visti. Il provvedimento riguardava i visti per la residenza permanente, compresi quelli per ricongiungimento familiare e lavoro, ma non quelli turistici o per studenti. L’amministrazione Trump potrà presentare ricorso contro la decisione.

