Il 28 e 29 novembre si terrà a Villnius un vertice che potrebbe segnare una svolta nei rapporti tra l’UE ed alcune delle ex Repubbliche Sovietiche. Dal 2009 infatti, l’UE ha dato vita alla Eastern Partnership (EaP), con l’obiettivo di approfondire i legami economici e commerciali con Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Ucraina e Moldavia. Proprio quest’ultima appare come la più vicina a firmare l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea.
Malgrado la situazione politica ed economica del Paese non sia delle più rosee, la Commissione europea ha riconosciuto al Paese importanti passi avanti in termini di diritti umani. Dal 27 agosto 1991, giorno in cui ha conquistato l’indipendenza, la Moldavia ha dovuto fronteggiare gravi difficoltà economiche, corruzione e l’ingombrante influenza di Mosca. A peggiorare la situazione, è poi la questione Transnistria una delle regioni più ricche della Repubblica Moldava, nonché uno dei più grandi arsenali di armi sovietiche.
Ancora oggi proprio il commercio di armi è alla base dell’economia di Tiraspol, dove la corruzione regna sovrana. La regione ha sempre rifiutato di entrare a far parte della Moldavia e, da ormai più di vent’anni, permane una pace armata.
LE MINACCE DELLA RUSSIA – Proprio nei giorni in cui si organizzava la grande manifestazione pro Europa, sono giunti degli avvertimenti dalla Russia: “l’inverno sta arrivando”, ha affermato il Vice-Primo Ministro russo Rogozin. Bisogna ricordare infatti che la Moldavia per la fornitura di gas dipende dalla compagnia statale russa Gazprom. La Moldavia allora potrebbe abbandonare tutti i propositi di avvicinamento all’Europa e decidere di rimanere sotto l’influenza russa proprio per timore di restare al freddo. Guardando, però, con uno sguardo lungimirante, l’Europa offre molteplici occasioni alla Moldavia per aumentare il proprio benessere e modernizzarsi.
