Il tanto atteso incontro Trump-Meloni c’è stato, Erdogan li ha messi allo stesso tavolo nella cena di gala in occasione del vertice Nato di Ankara. Niente “ordine restrittivo” quindi per la premier italiana che si è limitata a definire “cordiali” i rapporti con Trump, dopo che lui aveva detto “Meloni mi piace, ma l’Italia non ci ha aiutati”.
Più tardi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito al termine della cena con i suoi omologhi della Nato al vertice che con il segretario di Stato americano Marco Rubio “c’è’ sempre stato un ottimo rapporto“. A margine della cena ha raccontato ai giornalisti: “Abbiamo parlato della situazione internazionale, del Medio Oriente, dell’Ucraina. Lavoriamo per la pace, speriamo che si possa trovare una situazione di pace tra Libano e Israele. Non è facile”, ha evidenziato il titolare della Farnesina. I rapporti con gli Stati Uniti “sono solidi, al di là delle battute e delle dichiarazioni. Quindi con il segretario di Stato sono sempre stati eccellenti, come lo sono con l’ambasciatore a Roma. Non possiamo dire che non siano eccellenti. Lo si è visto anche in occasione della festa dell’Indipendenza, e anche con Rubio non c’erano mai stati screzi. Noi siamo noi, loro sono loro, parte di un’alleanza politica che fondamentale. Quindi noi lavoriamo per quello e i rapporti sono solidi e cordiali, indipendentemente poi da alcune battute”, ha aggiunto Tajani.
Oggi il vertice entrerà nel vivo con la riunione del Consiglio Atlantico. Trump vedrà anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, mentre gli alleati europei e il Canada si preparano ad annunciare un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev da 70 miliardi di euro l’anno per il 2026 e il 2027. Zelensky, dal canto suo, ha rilanciato la candidatura dell’Ucraina alla Nato e ha chiesto agli alleati un rafforzamento urgente della difesa aerea, in particolare con nuovi sistemi Patriot.

