Gli attacchi condotti contro l’Arabia Saudita dai ribelli Houthi dello Yemen hanno provocato 73 feriti. Lo riferisce la coalizione a guida saudita, promettendo una risposta agli attacchi. “Gli attacchi insensati della milizia terroristica Houthi, l’ultimo dei quali ha preso di mira obiettivi civili ed economici, hanno provocato il ferimento di 73 civili”, ha dichiarato in una nota il Comando delle forze congiunte della coalizione. “Il Comando – conclude – adotterà inoltre tutte le misure e le azioni necessarie per rispondere alle fonti della minaccia e neutralizzarne il pericolo”.
Ansarollah, l’organo di informazione degli Houthi yemeniti sostenuti dall’Iran, ha dichiarato che i ribelli hanno colpito obiettivi in Arabia Saudita. “Droni e missili yemeniti martellano il nemico saudita“, ha scritto Ansarollah su Telegram, aggiungendo in un altro post che gli attacchi hanno colpito l’aeroporto internazionale di Abha, la base aerea King Khalid e impianti del colosso petrolifero statale Aramco ad Abha e Jizan.
“Tre generazioni di una stessa famiglia sono rimaste uccise in un raid israeliano avvenuto nella notte nel sud del Libano“. Lo riporta Al Jazeera, che spiega come tra le vittime ci sarebbero anche alcuni bambini, tra cui un neonato di due mesi. I soccorritori della protezione civile, prosegue la testata, hanno lavorato per tutta la notte per estrarre i corpi dalle macerie. Le ultime due vittime, tra cui un bambino, sono state trovate dopo due ore di ricerche. Il “cessate il fuoco”, conclude Al Jazeera, resta formalmente in vigore, ma i negoziati sono in una fase di stallo.
Le forze di occupazione israeliane, supportate da mezzi militari e bulldozer, hanno fatto irruzione all’alba di oggi nella cittadina di Anata e nel vicino campo profughi di Shuafat, a nord-est di Gerusalemme Est, occupata. Lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa. Le truppe israeliane avrebbero chiuso tutti gli ingressi ad Anata e Shuafat, impedendo ai residenti di entrare o uscire e annunciando il coprifuoco con altoparlanti. Durante le incursioni, le forze israeliane avrebbero perquisito diverse abitazioni e negozi, distrutto le principali condutture idriche ad Anata e arrestato diversi palestinesi, tra cui almeno una donna. Il governatorato di Gerusalemme ha definito l’operazione una “aggressione militare sistematica”, paragonandola all’incursione su larga scala condotta il mese scorso nel campo profughi di Qalandia, a nord di Gerusalemme.


