Zelensky cambia il vertice dell’esercito: chi è Drapatyi, il generale che sostituisce Syrsky
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha deciso di affidare il comando delle forze armate al generale Mykhailo Drapatyi, che prende il posto di Oleksandr Syrsky dopo giorni di proteste contro quest’ultimo.
Militare di lunga esperienza, Drapatyi gode di grande considerazione all’interno dell’esercito, dove è apprezzato per uno stile di comando più aperto al dialogo con i propri uomini rispetto al predecessore.La scelta del presidente ucraino rappresenta anche una risposta alle manifestazioni degli ultimi giorni. Drapatyi è infatti considerato vicino all’ex ministro della Difesa Mychajlo Fedorov, la cui rimozione, decisa da Zelensky dopo un duro scontro con Syrsky, aveva innescato la mobilitazione di soldati, veterani e parte dell’opinione pubblica.
Alla base dello scontro c’erano due differenti concezioni del conflitto. Da un lato quella sostenuta da Fedorov, orientata sull’impiego di droni, robot e nuove tecnologie; dall’altro quella di Syrsky, fondata su un utilizzo più tradizionale della fanteria e ritenuta dai suoi critici poco attenta al costo umano della guerra.
Drapatyi è da tempo associato alla linea riformista. Ha sostenuto pubblicamente Fedorov, appoggiandone il programma di modernizzazione delle forze armate e proponendo a sua volta modifiche, anche sul delicato tema del reclutamento. Non a caso, tra i manifestanti, molti indicavano proprio lui come il candidato ideale alla guida dell’esercito. Lo stesso Fedorov, dopo aver incontrato Zelensky martedì, ha accolto con favore la nomina.
Chi è Drapatyi
Pur mantenendo un profilo pubblico piuttosto riservato, Drapatyi è considerato uno dei volti della nuova generazione di comandanti emersa dopo l’invasione russa del 2022. Quarantatré anni, è stimato negli ambienti militari anche per l’apertura verso l’innovazione e per uno stile di leadership meno rigido rispetto a quello attribuito a Syrsky. Prima della nomina, Zelensky aveva consultato per diversi giorni i vertici dell’esercito per individuare il successore.
La carriera di Drapatyi è iniziata ben prima della guerra su larga scala. Nel 2014, durante la prima offensiva russa culminata con l’annessione della Crimea, guidò un’operazione per soccorrere poliziotti e funzionari ucraini rimasti bloccati a Mariupol. In quell’occasione decise di sfondare con un veicolo corazzato una barricata allestita dalle milizie filorusse: il filmato dell’azione fece il giro del Paese, diventando uno dei simboli della resistenza ucraina.
Dopo l’invasione del 2022 ha comandato la difesa del settore di Kryvyi Rih, nell’Ucraina meridionale, partecipando successivamente alla riconquista di Kherson, una delle operazioni più significative dell’esercito di Kiev. I risultati ottenuti sul campo gli sono valsi una rapida serie di promozioni.
A rafforzarne la reputazione contribuì anche un episodio del 2025. Dopo che un missile russo colpì una base militare ucraina, Drapatyi presentò le dimissioni dichiarando di sentirsi personalmente responsabile dell’accaduto. Zelensky, però, respinse la richiesta, scegliendo di mantenerlo al comando.
Negli ultimi mesi il generale ha operato soprattutto nelle aree di Kharkiv e Kupiansk, dove viene considerato uno dei principali responsabili del graduale recupero di terreno da parte delle forze ucraine.

