di Guido Beltrame
Potevano mancare le ormai abituali slide? Certo che no! Quindi, dopo l’annuncio, eccole campeggiare sul sito del Governo, troneggiare in tutta la loro prosopopea. Già all’inizio però, i più attenti, percepiscono subito la puzza di bruciato… E non per la sciatteria nella scrittura delle slide che, fin dalla seconda (titolata “cambia il paradigma”) utilizza un segno grafico diverso per aprire e chiudere il virgolettato “Questo è quanto dovuto e, se per Lei va tutto bene, ci vediamo per la prossima dichiarazione« (fedele copia e incolla), ma proprio per il contenuto della frase: Questo è quanto dovuto.
Eh no, caro Primo Ministro, qui c’è un vizio di fondo! L’85% dei contribuenti che compila il modello 730 sono contribuenti che, per varie ragioni (detrazioni o deduzioni), finiscono la dichiarazione con un credito verso l’erario, sono sudditi (come ormai è palese che voi consideriate noi cittadini) che devono AVERE non dare!! Siete voi a dover pagare in 8.5 casi su 10… quindi il termine dovuto denota, appunto, il vostro approccio vampiresco alle tasche degli italiani. Ma è scorrendo le altre 4 slide (sì, il 730 precompilato è un’innovazione così dirompente – nella testa del Governo e basta – da meritare ben 6 slide titolo incluso) che appare in tutta la sua vacuità l’operazione 730 precompilato. L’anno prossimo, 2015, il modello precompilato mancherà, ad esempio, delle spese mediche. E chi sono i cittadini che mediamente hanno maggiori bisogni per le cure mediche? Gli anziani, una delle categorie più indifese (ma anche meno portate alla protesta). Quegli stessi anziani che, nella mente strabica del Premier, dovrebbero essere in grado di accedere a un sito internet, chiedere pin e password per poter accedere alla loro dichiarazione.
Sono loro, già in difficoltà economiche, che cercano, attraverso il modello 730, di avere qualche spicciolo in più per arrivare a fine mese. Bene il modello dell’anno prossimo ometterà questo “banale” dettaglio, ecco perché il termine “quanto dovuto” riacquista validità: ti fornisco la dichiarazione senza detrazioni e deduzioni, se le vuoi recuperare arrangiati! E, ovviamente, se sbagli a inserire un numero scattano le sanzioni, se, invece, i numeri che ti fornisco io amministrazione sono sbagliati, beh arrangiati a cambiarli, ma se li cambi e sbagli ti sanziono! Proprio un bel rapporto di parità, non c’è che dire. Potremmo continuare con altri dettagli ma il sangue ci è già diventato abbastanza amaro; notiamo un silenzio imbarazzante sia da parte del Ministro dell’Economia Padoan sia da parte della direttrice dell’Agenzia delle Entrate, Orlandi, per quella che è, di tutta evidenza, una mera operazione di facciata almeno per il 2015, poi si vedrà.
Perché, egregio signor Premier, non lancia una vera rivoluzione fiscale? Faccia come in molti Paesi europei, organizzi gli uffici dell’amministrazione perché siano LORO a ricevere i documenti dei contribuenti, compilare in modo CORRETTO e OBIETTIVO la dichiarazione e liquidare LORO correttamente l’imposta. Certo, lei si troverebbe a fronteggiare la rivolta dei CAF (che si vedrebbero portare via il lavoro) e le lamentele dei commercialisti, ma quella sarebbe la vera rivoluzione a favore del cittadino debole! Ma questo vorrebbe dire una rivoluzione copernicana all’interno dell’Agenzia delle Entrate, da controllori (talvolta impreparati) a onesti esecutori. Così facendo si azzererebbe, tra l’altro, buona parte del contenzioso fiscale. Ma lei pensa che l’Agenzia delle Entrate sarebbe in grado di rendere un simile servizio? Ribadiamo, professionalmente all’altezza, corretto e obiettivo. Forse cambierà radicalmente il paradigma (seconda slide) ma la conclusione è sempre la stessa: a te, suddito, tutte le responsabilità, incombenze e costi a noi il ruolo dei sovrani esattori, irragionevoli e assetati di denari.
