di Paola Serristori
“Nel caso di uscita di un amministratore delegato solo al comando, non ci sono problemi, per l’esperienza che ho. Ma va tenuto conto della mia età, che non è più giovanile”. Leonardo Del Vecchio ha deciso di mettere il suo sigillo sulla fine del decennio di Andrea Guerra a Luxottica (liquidato con oltre 10 milioni di buonuscita, che sommati all’incasso delle stock-option salgono a circa 22 milioni netti), con la consueta eleganza che lo contraddistingue. Con altrettanta determinazione presenta quello che è già stato definito “il triumvirato” alla guida del Gruppo d’ora in poi. Ed annuncia un piano di ancora maggiore sviluppo. Nessuna conferenza stampa, come nell’antica consuetudine delle aziende italiane le notizie vengono diffuse con un’intervista a Il Corriere della Sera (la prassi più moderna preferisce Il Sole-24 Ore, anche per l’immediato effetto del quotidiano di Confindustria sui mercati). Frasi misurate, ma forti, per descrivere come il creatore di questo impero leader mondiale nella produzione di lenti e montature vuole centrare l’obiettivo del “6-7 % di aumento del fatturato all’anno per linee interne, che significa raddoppiare ancora nei prossimi dieci anni”. Non esclude neppure acquisizioni, “se capita e sono profittevoli”.
Dunque, una cabina di comando tra due co-Ceo – il primo nome è Enrico Cavatorta per le funzioni corporate, che avrà pro tempore le deleghe ai mercati in attesa della nomina del secondo amministratore delegato – e lo stesso Del Vecchio, con potere decisionale su assetti del business e processo di produzione, nonché a capo di un nuovo comitato direttivo. Del Vecchio affronta i temi che riguardano presente e futuro dell’azienda che ha creato nel 1961 ad Agordo, in provincia di Belluno, e ha saputo fare crescere così bene nel corso del tempo. Capitolo Guerra: “La frattura si è creata quando ho deciso di procedere (ndr: nella costituzione di un triumvirato, a cui pure aveva invitato lo stesso Guerra) e lui non ha cambiato posizione”. Nessuna contrarietà allo schieramento di Guerra con Renzi dai tempi della Leopolda, “non ci ho neppure fatto caso”, ma irritazione quando hanno iniziato a circolare le voci – che tuttora circolano – su un imminente coinvolgimento nell’esecutivo, in un ruolo chiave per l’economia (ndr: come ministro dello Sviluppo Economico): “Mi ha dato un certo fastidio che abbia impiegato tre giorni a smentire la candidatura a ministro nel governo Renzi (ndr: si può ben capire, Luxottica è quotata in Borsa ed i rumors sulla perdita del Ceo hanno influenzato il valore delle azioni) e, forse, il ritardo con cui me l’ha comunicato, anche se non ho mai creduto molto al suo impegno in politica. Sono forzature in cui soprattutto la tv è maestra. Vedono due insieme e dicono subito che fanno l’amore… ”.
All’ex amministratore delegato comunque lancia un assist non da poco: “Oggi, secondo me, lo Stato avrebbe bisogno di coordinare le grandi aziende che ancora controlla. Un istituto com’era l’Iri di una volta. E Guerra sarebbe perfetto”. Poi rivela: “Le azioni cedute da Guerra le ho comprate io come facciamo da anni per tutte quelle vendute in blocchi, per evitare oscillazioni speculative”. Alla domanda se l’artefice del successo di Luxottica nel mondo fosse d’accordo sulla fusione con la francese Essilor, risponde un po’ più bruscamente: “Non c’entra con l’uscita di Guerra. E’ stata un’operazione a cui abbiamo lavorato ed i francesi avevano accettato che il capo azienda diventasse lui. Io avrei mantenuto poco più del 30%, ma non ho accettato perché, secondo il progetto, avrei contato come il maggior azionista di Essilor, che sarebbe sceso al 4% circa della nuova società”.
Si erano poi rincorse voci incontrollate su divergenze al riguardo dell’accordo con Google, per la produzione dei nuovi occhiali supertecnologici, ma Del Vecchio smentisce: “Non c’entra neppure questo, più che un accordo strategico è una semplice collaborazione. Noi facciamo occhiali. Punto. A loro il compito di migliorare la tecnologia applicata”. Emerge il ritratto dell’ultimo ed ancora grande vero imprenditore italiano, che non cede il comando neppure ai familiari – il giornalista chiede se ci saranno nuove responsabilità per figlio e nipote e Del Vecchio deciso “no, stanno bene così come sono”, ma lo amministra per il bene di tutta la famiglia, di cui Luxottica è una speciale “primogenita” che gli ha dato grandi soddisfazioni. Infine, sull’esecutivo Renzi è possibilista: “Ha il coraggio di dire quello che pensa. Dobbiamo sperare che riesca a farlo, anche se comincio ad avere qualche dubbio. I vincoli europei pesano… Servono più fiducia e più consumi. Occorrono riforme e puntare sullo sviluppo”.

