Conoscere la propria pressione arteriosa, la glicemia e il colesterolo per individuare in anticipo i principali fattori di rischio cardiometabolico. È il messaggio lanciato ieri al MiCo di Fiera Milano in occasione della prima EU Screening Week, iniziativa europea dedicata alla prevenzione e alla diagnosi precoce.
La campagna è stata presentata nel corso di una conferenza stampa organizzata dall’European Diabetes Forum durante il congresso annuale EASD di Milano, alla presenza delle principali associazioni scientifiche europee in ambito cardiometabolico: European Society of Cardiology, European Association for the Study of Diabetes ed European Association for the Study of Obesity. All’incontro ha partecipato anche il commissario europeo per la Salute e il benessere animale, Olivér Várhelyi.
“Know Your Numbers”: conoscere i valori per intervenire prima
La EU Screening Week si inserisce nella campagna “Know Your Numbers” e invita i cittadini a controllare alcuni parametri chiave per la salute: pressione arteriosa, glicemia e colesterolo. Il principio alla base dell’iniziativa è che molte persone possono sentirsi in buona salute pur presentando fattori di rischio silenti, come ipertensione, colesterolo elevato o alterazioni della glicemia, che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, ictus, diabete e altre patologie cardiometaboliche.
Conoscere questi valori e discuterne con un professionista sanitario può consentire di individuare precocemente il rischio e intervenire prima. La campagna rientra nell’EU Safe Hearts Plan della Commissione europea, che punta a ridurre del 25% entro il 2035 le morti premature per malattie cardiovascolari e prevede obiettivi europei per controlli regolari di pressione arteriosa, colesterolo e glicemia.
In Europa un decesso su tre è legato alle malattie cardiovascolari
Il quadro illustrato dagli esperti evidenzia la dimensione del problema. Le malattie cardiovascolari restano la principale causa di mortalità e morbilità nell’Unione europea e rappresentano circa un decesso su tre, pari a 1,7 milioni di morti nel 2022. Interessano complessivamente circa 62 milioni di persone.
Il diabete riguarda 35,3 milioni di cittadini europei, mentre circa un adulto su sei convive con l’obesità. Condizioni che sono strettamente interconnesse e che rappresentano, insieme all’ipertensione e al colesterolo elevato, importanti fattori di rischio cardiovascolare.
Várhelyi: “Non possiamo aspettare per fare prevenzione”
“Non possiamo aspettare per fare prevenzione”, ha sottolineato il commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi. “Lanciamo la prima EU Screening Week per incoraggiare le persone in tutta Europa a conoscere i propri valori e ad agire per la propria salute”, ha spiegato, sottolineando che una maggiore consapevolezza e screening più visibili e accessibili possono aiutare a individuare prima i fattori di rischio e a prevenire le complicanze. “La prevenzione comincia dalla consapevolezza: conosci la tua pressione arteriosa, il tuo colesterolo e la tua glicemia”, ha aggiunto, invitando i cittadini a sottoporsi ai controlli e a confrontarsi con un professionista sanitario.
Linde: “Lo screening può ridurre le disuguaglianze”
Per Cecilia Linde, presidente della European Society of Cardiology, lo screening può svolgere anche una funzione di equità sanitaria. “Per troppo tempo le possibilità di una persona di prevenire le malattie cardiovascolari sono state influenzate da fattori al di fuori del suo controllo, tra cui il luogo in cui vive, il genere o le condizioni socioeconomiche”, ha osservato. “Individuando precocemente il rischio e mettendo le persone in contatto tempestivamente con le cure, possiamo contribuire a garantire a tutti pari opportunità di vivere una vita più lunga e più sana”.
Giorgino: “Troppe persone convivono con il diabete senza saperlo”
Il presidente della European Association for the Study of Diabetes, Francesco Giorgino, ha posto l’accento sulla diagnosi tardiva. “Troppe persone convivono ancora con il diabete di tipo 2 senza saperlo, talvolta fino a quando le complicanze non si sono già sviluppate”, ha spiegato. Secondo Giorgino, lo screening può aiutare a individuare prima il rischio e consentire un intervento più tempestivo. Il diabete di tipo 2 aumenta infatti in modo significativo il rischio di malattie cardiovascolari, mentre anche le persone con diabete di tipo 1 presentano nel tempo un rischio cardiovascolare aumentato.
Obesità, Yumuk: “Malattia cronica a tutti gli effetti, va affrontata prima”
Anche l’obesità è stata indicata come uno dei nodi centrali della prevenzione. “L’obesità è al centro della salute cardiometabolica”, ha affermato Volkan Yumuk, presidente della European Association for the Study of Obesity. “È una malattia cronica a tutti gli effetti e un importante fattore di sviluppo del diabete di tipo 2, delle malattie cardiovascolari e di altre gravi complicanze”. Per Yumuk, l’Europa deve puntare a individuare e affrontare l’obesità prima, andando oltre il solo indice di massa corporea e integrando screening, diagnosi e gestione basati sulle evidenze all’interno dei sistemi sanitari.
Mathieu: “Ora gli Stati trasformino il piano in azione”
Chantal Mathieu, presidente dell’European Diabetes Forum, ha definito quello attuale “un momento storico” per la prevenzione cardiometabolica. “La Commissione europea ha chiaramente colto il momento per presentare all’Europa un piano volto a prevenire, diagnosticare precocemente e gestire meglio tutte le forme di diabete, l’obesità e le malattie cardiovascolari”, ha dichiarato. Ora, ha aggiunto, spetta agli Stati membri “trasformare il piano in azione”, cominciando proprio dagli screening durante la European Screening Week.
L’appello agli Stati membri: rafforzare screening e diagnosi precoce
Le comunità scientifiche chiedono ai governi europei di rendere i controlli sanitari basati sulle evidenze e la diagnosi precoce una componente stabile dei sistemi sanitari nazionali. L’invito ai cittadini è invece quello di partecipare alle iniziative locali di screening, parlare con un professionista sanitario e conoscere non solo pressione, glicemia e colesterolo, ma anche indice di massa corporea e circonferenza vita. Il messaggio conclusivo lanciato da Milano è netto: la diagnosi precoce può salvare vite e la prevenzione deve diventare una parte sempre più visibile e accessibile dell’assistenza sanitaria quotidiana.


