Elezioni Israele, l’incognita dei 640mila nuovi elettori
Le elezioni in corso in Israele stabiliranno se ci sarà una svolta nel Paese o un segno di continuità. Netanyahu si gioca il suo futuro politico e non solo ma si rischia anche una situazione di stallo (senza vincitori) che di fatto potrebbe prolungare la sua permanenza alla guida del Paese. Regna l’incertezza sull’esito del voto, lo sfidante Eisenkot, ex capo di stato maggiore, superava ma solo leggermente Bibi negli ultimissimi sondaggi. Un ruolo decisivo lo avranno i nuovi elettori. Si tratta di 640mila giovani ebrei e per loro la priorità è la sicurezza e la lotta al nemico. Tre su quattro – riporta Il Corriere della Sera – si dicono di destra o di centrodestra, uno su sei voterà gli estremisti Ben-Gvir e Smotrich.
A spostare il Paese, spiega la sociologa Tamar Hermann, non è tanto chi cambia idea quanto chi nasce, perché gli ultraortodossi alleati di Benjamin Netanyahu fanno quasi sette figli per famiglia, i laici meno di tre. Eppure questa è Tel Aviv, la città più progressista d’Israele. La sorella di Ana era al Nova con un’amica che è stata uccisa da Hamas. Ana – prosegue Il Corriere – vota per Netanyahu perché “lui ci sa difendere“. Danielle, 18 anni ha idee diverse ma neanche troppo, vota Bennett “per mandare a casa Bibi, ma anche lui è forte: loro ci vogliono morti”. Destra non vuol dire per forza la coalizione di Netanyahu. Il partito più scelto tra i giovani pare essere Yashar, il centro di Eisenkot, che strizza l’occhio anche ai falchi e che vuole mandare a casa il premier più longevo della storia d’Israele.
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