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Castel Giubileo, il Tevere diventa un affare privato: sequestrati 27mila metri quadrati di terreno

Castel Giubileo, il Tevere diventa un affare privato: sequestrati 27mila metri quadrati di terreno

Blitz della Guardia di Finanza sulle rive del fiume: impianti sportivi senza concessioni, oltre un milione di euro di canoni non versati, lavoratori irregolari e una cisterna con 5.300 litri di gasolio

A Roma anche le sponde del Tevere possono trasformarsi in un’attività redditizia. Peccato che, secondo la Guardia di Finanza, a Castel Giubileo qualcuno abbia dimenticato un dettaglio non proprio trascurabile: chiedere le autorizzazioni. Il risultato è un sequestro preventivo che interessa oltre 27mila metri quadrati di terreno pubblico nella periferia nord della Capitale.

Un’area immensa, incastonata nella vegetazione fluviale, dove sarebbero state organizzate attività sportive e commerciali senza le necessarie concessioni. Il tutto in una zona golenale, soggetta a precise limitazioni ambientali e paesaggistiche.

Il blitz arriva dal cielo: scoperti impianti nascosti tra gli alberi

A mettere gli investigatori sulle tracce dell’insediamento sono stati gli uomini della sezione aerea delle Fiamme Gialle di Pratica di Mare. Durante alcuni sorvoli hanno individuato strutture e attrezzature parzialmente schermate dalla vegetazione.

Dalle immagini aeree si è passati alle verifiche catastali e amministrative. Ed è emerso, secondo gli accertamenti, che gli spazi demaniali venivano utilizzati per finalità private senza alcun titolo autorizzativo.

Ma la questione non riguarda soltanto l’occupazione del suolo pubblico. I primi conteggi hanno fatto emergere un possibile danno per le casse regionali superiore al milione di euro, corrispondente ai canoni concessori mai versati.

Rifiuti speciali, lavoro irregolare e migliaia di litri di gasolio

Durante l’operazione i finanzieri hanno scoperto tre zone utilizzate per depositare rifiuti speciali senza rispettare le disposizioni previste. Accertamenti anche sul fronte tributario, con contestazioni relative all’ecotassa.

Sotto la lente sono finite inoltre le condizioni occupazionali: dei dieci lavoratori identificati, due sono risultati irregolari. Rilevate anche anomalie nei sistemi di pagamento delle retribuzioni. A completare il quadro una cisterna contenente circa 5.300 litri di gasolio agevolato, collocata vicino al corso d’acqua e priva delle autorizzazioni antincendio richieste. Un deposito sequestrato per i potenziali rischi legati alla sicurezza e all’ambiente. Nell’area sono stati trovati anche alcuni volatili custoditi in condizioni giudicate inadeguate, successivamente trasferiti presso strutture specializzate.

Per i responsabili sono scattate le denunce per ipotesi di reati edilizi e ambientali. Le contestazioni dovranno naturalmente essere vagliate nelle sedi competenti. Intanto, a Castel Giubileo, la Finanza ha riportato l’attenzione su un problema che riguarda l’intera Capitale: il controllo delle aree demaniali lungo il Tevere, patrimonio pubblico che non può diventare terra di nessuno. O, peggio, proprietà di chi arriva per primo.

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