La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione per Alessandro Impagnatiello, già condannato all’ergastolo per l’omicidio di Giulia Tramontano, uccisa il 27 maggio 2023 nella loro abitazione di Senago mentre era incinta di sette mesi. L’Appello bis riguardava esclusivamente questo punto, dopo che la Cassazione aveva annullato la precedente decisione nella parte in cui aveva escluso la premeditazione. Con il nuovo verdetto resta fermo l’ergastolo e vengono riconosciuti anche tre mesi di isolamento diurno.
Giulia Tramontano, perché si è arrivati a un Appello bis
Impagnatiello era stato condannato all’ergastolo già in primo grado. Nel giugno 2025 la Corte d’Assise d’Appello di Milano aveva confermato il carcere a vita e l’aggravante della crudeltà, ma aveva escluso la premeditazione. Secondo quella decisione, la somministrazione di veleno per topi nei mesi precedenti sarebbe stata finalizzata a provocare l’aborto di Giulia e non avrebbe dimostrato, da sola, un progetto già formato di uccidere anche lei. La Procura generale aveva impugnato questo passaggio.
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Nell’aprile 2026 la Cassazione ha accolto il ricorso e disposto un nuovo processo limitato alla premeditazione, lasciando invece ferme la condanna all’ergastolo e le altre parti della sentenza. La Suprema Corte aveva chiesto di riesaminare soprattutto la sequenza degli avvelenamenti, le ricerche online su sostanze letali e il tempo trascorso tra la formazione dell’eventuale proposito e l’omicidio.
Giulia Tramontano, il veleno e le ricerche online
Gli atti del processo hanno ricostruito che Impagnatiello aveva iniziato già nel dicembre 2022 a effettuare ricerche online e a somministrare di nascosto a Giulia sostanze contenute nel veleno per topi. Secondo la Cassazione, questi elementi dovevano essere valutati insieme agli avvenimenti dei mesi successivi per stabilire se l’idea dell’omicidio fosse maturata molto prima del 27 maggio 2023.
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Giulia Tramontano fu uccisa con 37 coltellate dopo che aveva incontrato l’altra donna con cui Impagnatiello aveva una relazione e aveva scoperto le menzogne del compagno. Il corpo fu nascosto e venne ritrovato quattro giorni più tardi.
Giulia Tramontano, cosa cambia con il nuovo verdetto
La pena principale non cambia: Impagnatiello era già condannato all’ergastolo. Il riconoscimento della premeditazione comporta però il ripristino dell’aggravante e, secondo il dispositivo letto il 26 ottobre, tre mesi di isolamento diurno. Le motivazioni della Corte saranno depositate entro 45 giorni.
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Solo da quel documento sarà possibile conoscere nel dettaglio quali elementi siano stati ritenuti decisivi per affermare che l’omicidio fosse stato pianificato in precedenza. Alla lettura della sentenza erano presenti la madre, la sorella e il fratello di Giulia. I familiari hanno accolto il verdetto con un applauso e poi hanno abbracciato il loro legale Nicodemo Gentile. L’Appello bis chiude quindi il passaggio processuale aperto dalla Cassazione: l’ergastolo resta invariato, ma l’omicidio viene ora qualificato anche come premeditato.
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