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Elezioni in Israele, il giorno della verità. Tutto sulla sfida Netanyahu-Eisenkot. E il capo dell’Idf Zamir diventa l’ago della bilancia

Il rischio stallo e le conseguenze a livello internazionale

Elezioni in Israele, il giorno della verità. Tutto sulla sfida Netanyahu-Eisenkot. E il capo dell’Idf Zamir diventa l’ago della bilancia
A poster depicts an image of Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu, left, and his main rival, opposition candidate Gadi Eisenkot, leader of the Yashar (“Straight”) party along a pedestrian path, Monday, Oct. 26, 2026, in Tel Aviv, Israel, ahead of the country’s general election tomorrow. (AP Photo/David Goldman)

Giornata cruciale per gli israeliani, chiamati a votare. Si tratta delle prime elezioni dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, nonché le prime dal 1988 a compimento di un intero mandato di quattro anni per il governo. Sono 7,3 milioni i cittadini aventi diritto di voto – tutti coloro che hanno più di 18 anni – su una popolazione di circa 10 milioni. Gli israeliani non possono votare all’estero, a eccezione dei diplomatici e dei loro familiari, dei militari di stanza oltreoceano e ai rappresentanti delle istituzioni nazionali che prestano servizio all’estero. Per questi è previsto un voto anticipato, avvenuto il 15 ottobre. In questa tornata elettorale sono poco meno di 5mila i diplomatici chiamati a esprimere il proprio voto all’estero. Le schede vengono chiuse in una doppia busta, inviate in Israele e conteggiate alla fine delle operazioni. Stessa procedura della doppia busta per i militari che votano nelle basi.

Le elezioni si svolgono il terzo martedì del mese di Heshvan dell’anno in cui termina il mandato della Knesset uscente (o il primo martedì del mese, qualora l’anno ebraico precedente sia stato un anno bisestile). Si tratta di un giorno feriale, che viene considerato festività nazionale per dare la più ampia possibilità di partecipazione elettorale, e le scuole sono tra i principali luoghi deputati a seggio. Israele ha un sistema di rappresentanza proporzionale, con un unico collegio elettorale. Gli elettori indicano un partito, non un candidato. C’è una soglia di sbarramento minima del 3,25% per entrare alla Knesset, composta da 120 membri.

I seggi si aprono alle 7 di mattina e si chiudono alle 22, nelle comunità più piccole, negli ospedali e nelle carceri l’orario sarà dalle 8 alle 20. Chi si trova in fila presso un seggio al momento della chiusura mantiene il diritto di votare, a condizione di rimanere in coda.

“Il capo di Stato maggiore Zamir terminerà il suo incarico solo in conformità con la data stabilita dalla legge. Benjamin Netanyahu terminerà il suo incarico immediatamente dopo i risultati delle elezioni che si terranno domani e la formazione del prossimo governo, che avverrà in modo rapido. Domani ci assicureremo che sia così”. E’ il messaggio postato su X da Gadi Eisenkot, leader di Yashar, alla luce delle indiscrezioni di stampa secondo le quali Netanyahu, se rieletto, sarebbe pronto a rimuovere Zamir a causa dell’opposizione del capo di Stato maggiore a una nuova azione militare contro l’Iran prima del voto. “Il popolo di Israele eleggerà un primo ministro i cui giudizi saranno sempre a favore di Israele, che non agirà mai per interessi politici a scapito della sicurezza di Israele e dei combattenti delle forze armate”, ha aggiunto Eisenkot, leader del principale partito del blocco di opposizione che sfida il governo alle urne.

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