Il governo punta ad approvare la manovra mercoledì in Consiglio dei ministri, dopo un nuovo vertice di maggioranza con Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti. Bruxelles ha risposto sulla flessibilità per l’energia, ma il confronto prosegue. Da definire anche il contributo da 5 miliardi del settore finanziario, mentre i partiti continuano a presentare le proprie richieste.
Dal confronto con Bruxelles ai 5 miliardi dal settore finanziario: le decisioni ancora da prendere
Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti provano a chiudere la manovra entro mercoledì 28 ottobre. È questo l’obiettivo fissato dalla maggioranza al termine del terzo vertice in una settimana, dopo una giornata segnata dalle ipotesi di un ulteriore rinvio. Alla riunione, svolta in videocollegamento, hanno partecipato anche i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi.
La maggioranza ha confermato la volontà di “concentrare le risorse disponibili sugli interventi considerati prioritari”. In cima alla lista ci sono famiglie, ceto medio, giovani, anziani, sanità e imprese, insieme alle misure fiscali. L’obiettivo dichiarato è “sostenere il potere d’acquisto, rafforzare la crescita e dare impulso all’economia”, mantenendo però “la necessaria attenzione alla tenuta dei conti pubblici”.
Il ministro dell’Economia deve quindi trovare le coperture per le richieste dei partiti, mentre prosegue il confronto con la Commissione europea sulla possibilità di utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia per gli interventi legati all’energia.
Manovra, Bruxelles risponde sulla flessibilità: esclusi i sussidi ai combustibili fossili
Dall’Unione europea è arrivata una prima risposta alle richieste italiane. La Commissione si è detta intenzionata ad aiutare Roma a sfruttare i margini consentiti dalla clausola di salvaguardia, ma il governo dovrà ancora chiarire “gli interventi ammissibili” e i “relativi margini di flessibilità”.
Durante il vertice, gli alleati hanno fatto il punto sulle interlocuzioni con Bruxelles, “che proseguono in un modo proficuo”. I colloqui sulle singole misure sarebbero stati approfonditi, anche se spetterà all’Italia comunicare alla Commissione gli interventi precisi una volta adottati.
Bruxelles ha già posto un limite sui combustibili fossili: la flessibilità non potrà essere utilizzata per finanziare sussidi collegati al loro consumo. Restano quindi escluse agevolazioni sui carburanti e forme di sostegno energetico riconducibili all’utilizzo di queste fonti. Il governo dovrà individuare misure compatibili con le condizioni europee e con le regole del Patto di stabilità.
Pensioni, Irpef e affitti: le richieste di Lega, Forza Italia e Noi Moderati
Matteo Salvini continua a chiedere la possibilità di andare in pensione anticipata a 64 anni, l’innalzamento a 100mila euro della soglia di reddito per la flat tax delle partite Iva e un voucher sanitario destinato agli anziani. Tra le priorità della Lega figurano anche “affitti brevi e cedolare secca”.
Forza Italia insiste sull’estensione del taglio dell’Irpef ai redditi fino ad almeno 55mila euro e chiede “risposte” per i giovani, proponendo di alleggerirne il carico fiscale. Gli azzurri puntano anche a interventi sulle retribuzioni e sulla previdenza delle forze dell’ordine.
Noi Moderati concentra invece le proprie proposte su giovani e famiglie. Tra le misure indicate ci sono una cedolare secca al 5% sugli affitti a lungo termine e l’azzeramento delle imposte per tre anni per gli under 30 al primo impiego. Si tratta di richieste politiche che dovranno ancora essere valutate in base alle risorse disponibili.
Dal mondo delle imprese arrivano ulteriori sollecitazioni. Confindustria chiede “una politica industriale per il Paese”, mentre Federchimica punta su maggiori incentivi alla ricerca e su un credito d’imposta strutturale. Confedilizia propone la cedolare secca per i negozi, una riduzione della tassazione sulle locazioni a canone concordato e la conferma dei bonus edilizi. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha chiesto a Giorgetti ulteriori stanziamenti per l’edilizia scolastica.
Banche e assicurazioni, il governo cerca 5 miliardi: Tajani chiede un contributo senza nuove tasse sugli extraprofitti
Tra le coperture ancora da definire figura il contributo da 5 miliardi di euro richiesto al settore finanziario. Secondo Antonio Tajani, le risorse dovranno arrivare da “tutti”, comprese “banche, assicurazioni e anche altre realtà”. Il segretario di Forza Italia esclude però una “visione punitiva” nei confronti degli istituti di credito e parla di “una richiesta di collaborazione”. Tra i soggetti che potrebbero essere coinvolti ha indicato anche Cassa depositi e prestiti.
Tajani ritiene possibile escludere le banche di credito cooperativo (Bcc) e invita a valutare con attenzione anche la posizione delle Fondazioni bancarie. Una trattativa da condurre senza irrigidire le posizioni, perché, come ha osservato il vicepremier, “bisogna lavorare di fioretto”. L’entità del contributo è stata indicata, ma le modalità di prelievo e la distribuzione tra i diversi soggetti non sono ancora definite.
Meloni risponde a Manfredi: confronto sulla manovra sì, ma con tutti i sindaci
La presidente del Consiglio ha risposto anche all’appello dei sindaci di centrosinistra che chiedevano un incontro urgente con il governo.
In una lettera inviata al presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, Meloni ha confermato la “disponibilità” al dialogo, indicando però come sede istituzionale la Conferenza Stato-Città.
La premier si è detta pronta a partecipare “personalmente”, insieme al ministro Giorgetti, dal momento che il confronto riguarda anche la legge di bilancio. Ha precisato però che “se si tratta di un confronto istituzionale” devono essere coinvolti “tutti i sindaci”, non soltanto quelli appartenenti a un determinato schieramento politico.
Meloni ha quindi proposto di affrontare le richieste degli amministratori locali nella sede che già riunisce governo e autonomie, con la possibilità di partecipare direttamente alla discussione sulla manovra.
LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE POLITICA
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


