In collaborazione con www.professionisti.it
Un altro stop dell’Unione Europea nei confronti delle Commissioni Interbancarie Multilaterali, quelle che gli istituti bancari applicano ai pagamenti con carte di credito, bancomat e carte prepagate. Per la Corte di Giustizia dell’Unione Europea questo è un costo che sarebbe contrario alla libera concorrenza tra gli stati dell’Unione stessa. Inoltre non sarebbe necessario al funzionamento del sistema bancario stesso. A tal proposito, infatti, la Corte di Giustizia ha stabilito che la loro eliminazione non comporterebbe alcuna ricaduta significativa sul sistema bancario. La Corte di Giustizia si è espressa dopo l’impugnazione di MasterCard di una precedenza sentenza ritenendo invece legittima l’applicazione delle commissioni. Nella sua sentenza, la Corte ha anche stabilito che il costo delle commissioni interessa non solo i commercianti ma anche i consumatori finali a solo vantaggio delle banche e delle società che emettono le carte di pagamento. Questo a causa di un aumento dei prezzi delle tariffe dei beni commercializzati che acquistano i consumatori.
La Commissione Europea ha dunque proposto una riduzione del prezzo delle commissioni applicate che dovrebbero essere dello 0,3% sulle carte di credito e dello 0,2% su quelle di debito. Queste ultime sono le prepagate e i bancomat. L’associazione Nazionale Confcommercio ha espresso soddisfazione per questa sentenza e ha sottolineato l’importanza che acquista il riconoscimento del danno causato alle attività commerciali e alla libera concorrenza dalle CIM. Ancora si dovrà verificare se la sentenza della Corte di Giustizia europea avrà delle conseguenze positive sulle tasche dei contribuenti. Quel che è certo è che si tratti di segnale che dimostra un ulteriore passo avanti verso l’eliminazione dei costi aggiuntivi che i consumatori si trovano a pagare al di là del costo d’acquisto del servizio o del bene. In precedenza, in accordo con Visa, già all’inizio dell’anno l’Unione Europea aveva fissato un tetto massimo alle commissioni. Un accordo che aveva però sollevato alcune polemiche per via del rischio di ripercussioni con ulteriori costi aggiuntivi stabiliti dalle banche, che si sarebbero rifatte sui contribuenti per recuperare i guadagni perduti. La data di inizio dell’applicazione delle nuove tariffe è stata stabilita per l’inizio del 2015 ma, a causa delle polemiche, ancora non è certa. Se mantenute, le nuove percentuali dovrebbero portare ad una riduzione dei costi di commissione tra il 40% e il 60% rispetto a quelle attuali e potrebbe coinvolgere circa cinque milioni di utenti Visa.
