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La lotta all’evasione funziona beneMa bisogna abbattere la pressione fiscale

“Ogni anno la lotta all’evasione ci permette di recuperare una quota di circa 10 miliardi di euro. Ma è necessario che tutte le risorse riguadagnate vengano investite per abbassare l’imposizione fiscale, che è oggi la più alta d’Europa”. A parlare così è Luigi Mandolesi, Consigliere nazionale dei commercialisti delegato alla fiscalità, intervistato in esclusiva da Affaritaliani.it

Di Marco Scotti
@marcoscotti83

“Ogni anno la lotta all’evasione ci permette di recuperare una quota di circa 10 miliardi di euro. Ma è necessario che tutte le risorse riguadagnate vengano investite per abbassare l’imposizione fiscale, che è oggi la più alta d’Europa”. A parlare così è Luigi Mandolesi, Consigliere nazionale dei commercialisti delegato alla fiscalità. Che aggiunge: “La carenza di risorse sistemica costringe necessariamente ad attingere dalla lotta all’evasione per poter portare avanti la doverosa riduzione delle tasse”.

Dottor Mandolesi, in Italia siamo bravissimi a calcolare a quanto ammonta l’evasione, un po’ meno a fronteggiarla…
L’ultima fonte Istat ha stimato nel 17% del pil l’evasione fiscale (il ricalcolo è stato fatto in occasione dell’aggiornamento del pil con i conteggi dell’economia sommersa). È già scesa rispetto a prima, quando ammontava a circa il 20%. È ancora superiore di 3-4 punti alla media europea. Però attenzione: l’evasione è stata data in calo anche a causa della recessione. Insomma, cala il pil e cala anche il sommerso.

Però, al di là della riduzione del rapporto con il pil, l’evasione fiscale rimane una piaga: quali ulteriori strumenti si possono mettere in campo per arginarla?
Non credo che il problema si risolva con ulteriori interventi legislativi, anche perché negli ultimi anni è stato dichiarato che il recupero dell’evasione è di circa 10-11 miliardi all’anno. Attualmente i provvedimenti legislativi sono i più completi al mondo, ma i risultati si ottengono gradualmente. Però non possiamo dimenticare che una delle criticità della fiscalità italiana è che c’è la più alta pressione fiscale d’Europa. Credo che la strada intrapresa vada verso un riassorbimento graduale di questo sommerso, nel medio-lungo termine, riportando i dati dell’evasione su cifre fisiologiche come nel resto d’Europa. Inoltre, si dice che verrà ulteriore contrasto arriverà attraverso la fatturazione elettronica e la digitalizzazione.

A tal proposito, che cosa pensa della possibile abolizione degli scontrini fiscali? Sono uno strumento obbligatorio dall’inizio degli anni ’80, come mai ora si vuole “rinunciare” ad esso?
In realtà le iniziative legislative in proposito non esistono, c’è stata una dichiarazione della dottoressa Orlandi, numero uno dell’Agenzia delle Entrate, che ha dichiarato che nell’ambito della rivisitazione di alcune fasce di contribuenti potrebbe venire utile l’abolizione degli scontrini fiscali. Sia la Orlandi che il governo prevedono di rendere digitale il sistema, incrementando il peso della fatturazione elettronica.

Gli studi di settore sono uno strumento efficace o rischiano di diventare vessatori, specie in un momento di crisi?
Non siamo mai stati favorevoli alla catastalizzazione dei redditi. Gli studi di settore sono da molti anni nella nostra legislazione, è stato chiesto di rivederli alla luce della crisi interna del mercato, per le pmi. In questo momento di crisi economica gli studi di settore vanno fatti cum grano salis, devono essere utilizzati più come strumento per capire le disponibilità medie di determinate categorie professionali che per stabilire aprioristicamente quale debba essere la pressione fiscale applicabile.

Un articolo di Italia Oggi di qualche giorno fa stimava l’evasione dell’Iva come il 40% dell’evasione complessiva. E’ un dato che riconoscete anche voi? E come mai una concentrazione così alta?
Non abbiamo riscontri di un’evasione così elevata. È un’imposta comunitaria, la cui disciplina è stabilita dall’Europa ed esistono campi di evasione intra-comunitari, c’è il problema delle fatture per operazioni inesistenti e fatture per presupposto soggettivo inesistente (le famose triangolazioni). In questo caso, più che di semplice evasione, parliamo di vere e proprie attività criminali. Ma mi stupisce una percentuale così alta di evasione dell’iva.