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Un tax day da 44 mldMa a Milano è caos

44 miliardi di euro. A tanto ammonta il gettito previsto per i versamenti fiscali del 16 dicembre. La parte maggiore arriverà da IVA e ritenute, 15 miliardi valgono, invece, le imposte sulla casa. L’ultima rata Imu costerà, infatti, 10,6 miliardi di euro, la Tasi 2,3 miliardi e, dalla Tari (la tassa sui rifiuti), si prevede un gettito di quasi 1,9 miliardi

di Guido Beltrame

44 miliardi di euro. A tanto ammonta il gettito previsto per i versamenti fiscali del 16 dicembre. La parte maggiore arriverà da IVA e ritenute, 15 miliardi valgono, invece, le imposte sulla casa: non poco…. L’ultima rata Imu costerà, infatti, 10,6 miliardi di euro, la Tasi 2,3 miliardi e, dalla Tari (la tassa sui rifiuti), si prevede un gettito di quasi 1,9 miliardi. Sulla Tari, si dovrebbe aprire un capitolo a parte. A differenza di IMU e TASI, la Tari deve essere calcolata e inviata al cittadino dai singoli comuni. Anche in sede di saldo, come già era accaduto per l’acconto, molti comuni sono in ritardo; Milano fra questi. Qualcosa deve essere andato storto con l’acconto visto che, nel comune meneghino, il modello F24 semplificato spedito a ottobre per il pagamento dell’acconto TARI è stato sostituito da un MAV elettronico (che veniva già usato in passato per la tassa rifiuti TARES): insomma un bell’avanti e indietro, nella migliore tradizione della burocrazia italiana. Prima mi invento un nuovo sistema di pagamento, obbligo i cittadini ad adeguarsi e capire come pagare il nuovo modello, e poi hopp un bel salto indietro e ritorno al passato!

Anche nel caso del saldo TARI, comunque, molti milanesi non hanno ancora ricevuto nulla. Chi dovrebbe lavorare per far affluire nelle casse comunali i fondi stabiliti è, quanto meno, in ritardo con l’invio dei bollettini per il pagamento e, senza bollettini, i cittadini non possono pagare; neanche volendo. Ci sarebbe da chiedersi se questa lentezza nell’adempiere ai propri doveri da parte dei funzionari comunali, non si possa configurare come danno erariale per le casse del comune. Non è forse danno erariale, infatti, il mancato invio (e quindi impossibilità al pagamento) dei MAV per il pagamento (con annessi calcoli) di un tributo locale? Come mai i Comuni, specie quelli più grandi, vengono graziati e non perseguiti per il loro mancato fattivo operare nella raccolta dei fondi deliberati? Perché viene loro concesso di prorogare arbitrariamente i termini di pagamento solo perché, loro stessi, non sono in grado di elaborare per tempo i calcoli in modo corretto? Perché graziarli se non riescono a organizzarsi per tempo? E non ci vengano a dire che si tratta di mancanza di personale!!!

Il Premier Renzi, ha più volte affermato che, a partire dal 2015 ci sarebbe stata un’imposta unica sulla casa. Stando agli ultimi rumors di Palazzo, nel 2015 avremo ancora IMU, TASI e TARI, la tassa unica sulla casa è rimandata, forse, al 2016, con buona pace dei cittadini e contribuenti costretti a rispettare le scadenze, quando queste sono a loro carico, e obbligati ad assistere impotenti ai continui rinvii e auto-assolvimenti da parte dei Comuni e delle Istituzioni quando questi non riescono a rispettare i loro obblighi. Ancora una volta una dimostrazione di come, in questo Paese, le regole non siano uguali per tutti.