La seduta di venerdi’ scorso e’ finita in netto rialzo per la seconda volta di fila permettendo agli indici americani di archiviare la prima settimana del 2016 in rialzo, la prima da quella finita il 24 dicembre 2015. A dare slancio ai listini e’ stato il poderoso rally del greggio e la speranza in politiche accomodanti da parte delle banche centrali nel mondo. Giovedi’ scorso il governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, aveva indicato che nella riunione d’inizio marzo ci potrebbero essere nuovi stimoli e il giorno successivo anche il numero uno della Bank of Japan aveva usato toni “dovish“. Il focus si sposta sulla riunione di domani e mercoledi’ della Federal Reserve, che dovrebbe mostrare cautela nell’alzare i tassi viste le preoccupazioni per la Cina ma anche il fatto che a Wall Street c’e’ stato il peggiore inizio anno di sempre. Il Dow Jones ha aggiunto 210,83 punti, l’1,33%, a quota 16.093,51 con Apple in testa (+5,32%). L’S&P 500 ha guadagnato 37,91 punti, il 2,03%, a quota 1.906,90 con gli energetici in vista (+4,42%). Il Nasdaq Composite e’ salito di 119,12 punti, il 2,66%, a quota 4.591,18. Per la settimana l’indice delle 30 blue chip ha messo a segno un +0,65%, l’S&P 500 un +1,59% e il Nasdaq +2,28%. Da inizio anno tuttavia i cali sono ancora tra il 7% e il 9%. Al Nymex il contratto a marzo del petrolio ha registrato un rialzo del 9% a 32,19 dollari al barile. In una settimana l’incremento e’ del 9,4%.
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Martedì e mercoledì riunione FED
