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Olimpiadi: ecco i campioni dell'enogastronomia...

SPORT, MA ANCHE DESIGN & ENOGASTRONOMIA: ECCO IL “TRICOLORE” DELL’ITALIA A RIO 2016. DA CASA ITALIA AL REFETTORIO IL BELPAESE RACCONTA LE SUE BELLEZZE ALLE OLIMPIADI IN BRASILE. IL CONCEPT? INTEGRAZIONE, COME PER “CIAOLÀ”, IL PIATTO DELLO CHEF OLDANI

“Ciaolà”, il piatto dello chef Oldani. Lo sport, prima di tutto, con il team degli azzurri capitanato dalla portabandiera Federica Pellegrini già in Brasile, ma anche l’arte e il design, e l’enogastronomia, interpretata e rielaborata dai nostri chef più famosi e creativi, accompagnata dai migliori vini e, ovviamente, dalle immancabili bollicine per brindare: ecco il “tricolore” con cui l’Italia si racconta alle Olimpiadi in Brasile, nel countdown verso la spettacolare accensione della torcia olimpica allo Stadio Maracanà, tempio mondiale del calcio a Rio de Janeiro, e all’inizio dei Giochi (5-21 agosto). Lo farà a Casa Italia, al Costa Brava Clube, club storico di Rio e avveniristico progetto degli anni Sessanta dell’architetto Ricardo Menesca su un promontorio a strapiombo sull’oceano, rivisitato in stile made in Italy, nel segno del melting pot. 

Sì, perché, dal ponte che collega Casa Italia alla terraferma, che ha ispirato il progetto “Horizontal” studiato seguendo, appunto, un concept orizzontale, è l’integrazione tra Italia e Brasile la filosofia che accompagna il Belpaese alle Olimpiadi. È da qui che è stato coniato il termine “Ciaolà”, nato dalla crasi tra il saluto italiano e quello portoghese, tradotto in piatto-simbolo dallo chef Davide Oldani, Sport & Food Ambassador del Coni ai fornelli di Casa Italia. Un fil rouge che, da Casa Italia, arriva fino al RefettoRio, il progetto dello chef italiano n.1 al mondo Massimo Bottura nelle favelas di Rio, dove il cibo recuperato dal Villaggio Olimpico sarà trasformato in pasti per i bisognosi da chef chiamati a raccolta da tutto il mondo. Ad inaugurare ufficialmente le due location simbolo delle “bellezze” italiane, sarà il Premier Matteo Renzi (3 e 4 agosto), con il presidente del Coni Giovanni Malagò e il presidente del comitato promotore della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024, Luca Cordero di Montezemolo.

Per la prima volta, in un piano di promozione integrata del Sistema Paese con la regia della Farnesina, mentre anche il Cristo Redentore si illuminerà del tricolore (by Pirelli) - ma sono made in Italy anche la pista su cui correrà Usain Bolt e i seggiolini per il pubblico - tra le opere “+39” (il nostro prefisso internazionale) in neon tricolore e “Towards you” del duo Bianco-Valente, i tavoli iconici di Vico Magistretti e in pietra lavica siciliana o il divano Bocca di Studio65, nel “team enogastronomico” di Casa Italia (il racconto live su www.rio2016.coni.it), ci sono anche alcune tra le Denominazioni top del vino italiano, dal Brunello di Montalcino al Chianti Classico, dal Chianti all’Amarone della Valpolicella, dal Prosecco al Lambrusco fino ai rossi di Sicilia, senza dimenticare i grandi bianchi tricolori, di cantine come Castello Banfi, Bolla e Cavicchioli (Giv-Gruppo Italiano Vini), Cantine Settesoli, Ruffino, Zonin 1821, Falesco e Antinori, in una squadra selezionata da Uiv-Unione italiani vini pronta a volare in Brasile (tra i Paesi Bric indicati come mercati del futuro anche per il vino, ma dove la crescita rallenta e c’è tanto da lavorare). Ma ci saranno anche le bollicine Trentodoc, quelle firmate Ferrari, il brindisi delle vittorie che hanno fatto la storia dello sport italiano come i Mondiali di Calcio del 1982.

Accanto ai piatti stellati di chef Oldani, nelle cucine di Casa Italia si preparerà un menu “Doc” autenticamente tricolore, a base dei prodotti più conosciuti nel mondo dell’agroalimentare italiano, simbolo della Dieta Mediterranea, frutto della collaborazione di Coldiretti con il Coni (nell’iniziativa contro le contraffazioni #Riomangioitaliano). Gli ingredienti? Pomodori San Marzano, olio extravergine d’oliva con Unaprol e il Grana Padano, perfetti per condire i 1.000 piatti di pasta che si prevede usciranno ogni giorno dalle cucine di Casa Italia, tra spaghetti, penne e fusilli (il Brasile è, nel mondo, alla posizione n. 16 tra i consumatori di pasta).

In città, mentre il Museo di Belle Arti ospita già la mostra “I Giochi in Grecia e a Roma” con importanti opere arrivate dai musei italiani e il Mam-Museo di Arte Moderna l’esposizione “Art on Stage: Opere della Collezione del Maxxi” di Roma, RefettoRio è la mensa nelle favelas, quartiere Lapa, in uno spazio donato dal Comune, che aprirà grazie allo chef Massimo Bottura (ambasciatore della candidatura di Roma 2024 con “investitura” del Coni, ndr) ed alla sua associazione Food for Soul, insieme a David Hertz, chef e fondatore di Gastromotiva, con la previsione, a fine Giochi, di servire 19.000 pasti da circa 12 tonnellate di cibo (per arrivare in 2-3 anni a 110.000 pasti e 48 tonnellate) recuperato dal Villaggio Olimpico e trasformato in pasti per i bisognosi da oltre 45 chef di tutto il mondo invitati a partecipare al progetto. Ma non finisce qui: in Brasile arriverà anche chef Rubio, cuoco ufficiale di Casa Italia per gli atleti delle Paralimpiadi di Rio (7-18 settembre). 

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olimpiadi rio 2016ferrari e oldanienogastronomia italiana rio 2016cucina italiana in brasilebrasile italiaferrarichef oldani ciolà
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