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Vermouth di Torino, due grandi chef ed è subito "Concept Dinner"

Che cena e che abbinamenti al Turin Palace. Le quattro sapienti mani di Stefano Sforza chef residente e di Enrico Derflinger, fama internazionale e presidente Eurotoques Italia, si sono dedicate ai sentori e ai profumi di un prodotto eccezionale, il Vermouth di Torino Cocchi.

Un 'esperienza sensoriale davvero particolare dove ai piatti sono stati abbinati i diversi Vermouth: dal Dry, allo Storico di Torino e, vera chicca, il Vermouth Dry Cocchi Savoy realizzato appositamente per lo storico indirizzo londinese.

Il luogo scelto per dare vita a questa "prima" è stata la sala Mollino dello storico "Turin Palace", inaugurato nel 1870 e oggi restituito a nuova vita dalla famiglia Marzot, protagonista dell'ospitalità alberghiera italiana.   

E veniamo alla cena dedicata al "nuovo modo di concepire il Vermouth di Torino secondo Giuylio Cocchi".
Aperitivo con Cocchi Totocorde Alta Langa DOCG Millesimato e Nocciole tonda gentile delle Langhe. Particolarmente apprezzato da ospiti esperti come lo scrittore e giornalista Gigi Padovani, a breve in uscita con un nuovo libro di ritratti degli chef stellati di tutto il mondo e il direttore di Italia a Tavola Alberto Lupini che di abbinamenti se ne intende eccome.

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La partecipazione dei bartender del Savoy, Martin Hudak l'italiano Andrea D'Amelio, ha caratterizzato la prima portata firmata da Sforza: "Baccalà, piselli e pompelmo" abbinata appunto al Coktail 125 (gin,barolo chinato, Cocchi Rosa sciroppo di granatina e succo di limone) ideato dai barman tra i migliori al mondo. Accostamento apparentemente ardito ma pieno di sapore e capace di valorizzare il gusto del Baccalà.

Secondo piatto, il celebre "Risotto Regina Vittoria" di Derflinger con gambero rosso siciliano e tartufo nero profumato al Vermouth Dry Savoy.

Un piatto che portò la Regina d'Inghilterra a chiedere a Derflingher come potesse ringraziarlo per tanta bontà. E fu in quell'occasione che lo chef chiese e ottenne di portarsi a casa la pentola in cui lo aveva cucinato.
E il nostro giudizio è stato il medesimo di "Sua Grazia".

Cambio di mani per il "Raviolo del plin in brodo di Vermouth di Torino con le sue spezie" che Stefano Sforza ha centrato allo stesso tempo nella delicatezza e nella forza dei sapori.

Lo storico Vermouth di Torino ha dato quel tocco in più alla "Guancetta di vitello marinata con spezie esotiche, e polentina morbida di farina macinata a pietra e croccante di saraceno". Si scioglieva in bocca per la cottura lenta e attenta che dura molte ore e scatenava sapori inediti anche per Derflingher.

In tavola anche Cocchi Alta Langa DOCG Pas Dosè 2008 e Stradivario Barbera d'Asti DOCG superiore 2009 delle cantine Bava.

Durante la cena Roberto Bava, illuminato produttore sia dei Vermouth che dei vini, ha accompagnato gli ospiti con il racconto di questi nettari.

"Concepire i Vermouth come dei vini, gustando e le diverse caratteristiche, i diversi profumi, i sentori al palato" spiegava Roberto capace di descrivere e avvicinare il pubblico alla degustazione. Non per nulla, vero precursore, fu tra i primi a portare i suoi vini dalle colline monferrine di Cocconato sulle tavole di tutto il mondo, da Dubai a Mauritius, da Londra a New York.

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Ma non è finita, infatti la cena ha proposto una degustazione ragionata di formaggi in abbinamento a vini aromatizzati, dall'Americano al Barolo chinato, a cura del grande Alberto Marcomini e, dulcis in fundo la degustazione, anch'essa ragionata, di cioccolato artigianale in abbinamento a vini aromatizzati del maestro italiano del cioccolato: Guido Gobino.
Praline, ganache e il superbo giandujotto dall'equilibrio perfetto.

Dimenticavo il dessert: tiramisù savoiardo al Vermouth Riserva la Venaria Reale, prodotto nuovo, ideato per celebrare i 125 anni dalla fondazione della Casa Giulio Cocchi.

Tradizione sabauda per una cena che lo stesso Gobino ha definito "unica, una cena così, a Torino, non si era mai vista".

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È il luogo, come scrivevo era quello giusto, l'unico possibile, il Turin Palace da poco restituito alla città e agli ospiti dalla lungimiranza della famiglia Marzot. 

Piero Marzot ha visto giusto nel presentare questo appuntamento nella sala Mollino, già salone delle feste dello storico Turin, dove generazioni di torinesi hanno festeggiato ricorrenze pubbliche e private, riportando ciascuno un ricordo personale, la bellezza di un momento di condivisione.

Altre tre identiche cene sono in programma sempre al Turin Palace, il consiglio è : non perdetele

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