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Garlasco, Andrea Sempio: "Mi aspetto il rinvio a giudizio, c'è chi vuole festeggiare la mia condanna"
Andrea Sempio, indagato nel nuovo filone per la morte di Chiara Poggi: "Ci aspettiamo l’udienza preliminare, poi il proscioglimento"

Garlasco, Andrea Sempio: "Mi aspetto il rinvio a giudizio, c'è chi vuole festeggiare la mia condanna"
“Quando ho saputo di essere indagato è stato uno shock”. Andrea Sempio racconta la sua versione dei fatti sul delitto di Garlasco intervenendo domenica a Verissimo, su Canale 5. L’unico indagato nel nuovo filone d’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi si definisce “un colpevole desiderato” e parla apertamente del peso mediatico che accompagna la vicenda. “Questa storia segue due strade diverse: quella giuridica, abbastanza lineare e tranquilla, e quella mediatica, dove si sono create delle tifoserie. C’è chi vuole festeggiare una mia condanna”.
Sempio non esclude un rinvio a giudizio, ma chiarisce la strategia difensiva. “Ci aspettiamo di arrivare a un’udienza preliminare, poi puntiamo al proscioglimento. Non crediamo ci siano elementi per andare avanti nel processo”. Per l’indagato si tratta della terza iscrizione nel registro degli indagati e, ammette, “questa è la volta più difficile”. Il 2025, dice, è stato “l’anno più duro”.
Nel corso dell’intervista affronta anche il nodo del Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, ritenuto compatibile con la sua linea familiare. Sempio sostiene di non temere la perizia: “Le verifiche partono da una base non attendibile, perché il materiale era poco e conservato male. Dai primi accertamenti era emerso che non era compatibile con nessuno. Solo di fronte alla richiesta di ulteriori analisi viene fuori una possibilità di compatibilità, ma viene ribadito che si tratta di risultati inattendibili”.
Quanto allo scontrino di Vigevano, presentato come elemento a sostegno della sua versione dei fatti per il 13 agosto 2007, Sempio ribadisce di non avere timori nemmeno rispetto all’ipotesi di nuovi supertestimoni. “Se c’è un supertestimone non mi preoccupa assolutamente”. E sullo scontrino chiarisce: “Io quel giorno a Vigevano ci sono andato e lo scontrino l’ho fatto io. L’ho tenuto in casa perché era normale che me lo avrebbero chiesto. È stato consegnato un anno dopo semplicemente perché me lo hanno chiesto un anno dopo”.
Sempio: "Altri indagati? Non so cosa pensare e non so nulla"
Infine, sulle indiscrezioni relative a un possibile ampliamento del numero degli indagati nell’inchiesta della Procura di Pavia, Sempio frena: “Non so cosa pensare e non so nulla. L’accusa è in concorso con Stasi… o con altri. Vedremo se spunteranno questi altri. Per ora, al di fuori dell’incidente probatorio, non è entrato nessun altro. Il resto sono ipotesi che non arrivano dalle voci ufficiali del processo”.
