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Acqua

Ci sono sostanze radioattive nell'acqua. Gli Stati europei peccano di scarsa trasparenza e ammettono la presenza di piccole quantità di trizio, radon e altre sostanze cancerogene. Quantità che, per quanto minute, potrebbero avere degli effetti sulla salute.

Per questo il parlamento europeo chiede misure più severe e controlli più stringenti. E soprattuto chiede che i dati raccolti dagli Stati membri siano resi noti per mettere a disposizione dei consumatori ogni informazione disponibile. La proposta di legge firmata dalla parlaementare francese Michèle Rivasi include anche la necessità di comminare sanzioni a chi inquina, condannando i responsabili a farsi carico delle spese di depurazione.

"E' tempo di un cambio di passo nelle politiche di tutela dell'acqua". Un percorso iniziato negli anno '70 e sul quale è tempo di tornare. "Serve monitorare i livelli di radioattività", includendo ogni procedura in una "specifica legislazione" in grado di proteggere i consumatori. Perché non è più il momento, come accade ancora oggi, di consentire piccole quantità di trizio e radon: l'obiettivo di lungo periodo, si legge nella proposta Rivasi, è quello di eliminare del tutto le sostanze radioattive. Un risultato che potrà arrivare solo con un monitoraggio più accurato e con studi che accertino gli effetti dell'esposizione (anche a piccole quantità) di sostanze radioattive.

I benefici sarebbero evidenti, ma i costi? Nulli. "La proposta non ha alcuna implicazione per il budget Ue"

 

 

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