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ANBI, cresce l’emergenza idrica nel Nord Italia: dai territori le prime risposte alla nuova normalità climatica

Vincenzi (ANBI): “Ne parleremo anche all’Assemblea nazionale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, in calendario a Roma nella prossima settimana””

ANBI, cresce l’emergenza idrica nel Nord Italia: dai territori le prime risposte alla nuova normalità climatica

ANBI, allarme acqua al Nord: cabina di regia, invasi e opere anti-sale per affrontare la crisi idrica

Al Nord Italia cresce l’emergenza idrica e dai territori arrivano le prime risposte per fronteggiare una situazione sempre più complessa. Le alte temperature, la prolungata assenza di piogge e la riduzione delle disponibilità d’acqua stanno mettendo sotto pressione agricoltura, sistemi irrigui e approvvigionamenti. Per Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, il quadro è ormai chiaro: “Dobbiamo attrezzarci per questa nuova normalità climatica”.

Di fronte alle criticità in corso, ANBI Piemonte ha chiesto alla Regione Piemonte l’attivazione di una cabina di regia con l’obiettivo di monitorare costantemente l’evoluzione della stagione irrigua e favorire il coordinamento delle iniziative necessarie. La richiesta, inviata ad inizio settimana alle autorità competenti, è ancora in attesa di una concreta risposta, mentre il canale Cavour, fondamentale per l’agricoltura locale, è sceso al 50% della portata, con inevitabili conseguenze restrittive sulle disponibilità d’acqua per le colture.

Intanto scatta la solidarietà operativa tra territori. Due idrovore mobili da travaso ad alta portata, pari a circa 1000 litri al secondo, sono state messe a disposizione del cremonese Consorzio di bonifica Navarolo dall’ente consortile Toscana Sud. Gli impianti mobili sono già ad Isola Pescaroli e vengono utilizzati nelle operazioni irrigue, rese particolarmente complesse dalla grave crisi del Po.

Anche in Veneto la situazione idrica richiede la massima attenzione e la Regione Veneto si è già attivata per salvaguardare le risorse disponibili e garantire l’equilibrio del sistema idraulico. “Tra i primi interventi adottati vi è l’apertura anticipata della diga bellunese del Corlo, prevista dal 1° luglio, ma già avvenuta in questi giorni; contestualmente stiamo lavorando per contenere i prelievi e preservare le riserve disponibili, avviando anche un confronto per aumentare gli apporti provenienti dai bacini delle regioni confinanti”, dichiara Elisa Venturini, Assessore Regionale ad Ambiente e Clima.

“Quando lo Stato mette concretamente le risorse, il territorio resiste”, evidenzia Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, segnalando che senza le opere di adattamento climatico, ultimate nello scorso biennio nel Delta del Po dal locale Consorzio di bonifica, le conseguenze del cuneo salino sarebbero ben più gravi di quelle finora registrate. La portata del Grande Fiume è scesa anche sotto i 300 metri cubi al secondo, con fino a 20 chilometri di ingressione marina nell’entroterra e derivazioni irrigue costrette alla chiusura.

Il caso più evidente riguarda l’isola di Ariano, un territorio di 16.000 ettari, dove l’ente consortile ha potuto intervenire sul vasto sistema del Canale Veneto. L’opera, lunga quasi 30 chilometri, è stata trasformata in un grande bacino per lo stoccaggio e la redistribuzione della risorsa idrica. Tra gli interventi per adattare il territorio alla crisi climatica figurano anche il completamento del bacino di Volta Vaccari, capace di trattenere fino a un milione di metri cubi d’acqua dolce, e l’adeguamento di un tratto del Collettore Padano Polesano a fini d’invaso nel territorio di Porto Viro.

“L’aumento della capacità di invaso è parte di una strategia più ampia, che prevede altre due linee di azione: dotare il territorio di innovativi sbarramenti mobili anti sale e supportare l’agricoltura con tecnologie d’intelligenza artificiale per l’analisi ed il consiglio irriguo esperto”, dichiara Rodolfo Laurenti, Direttore dell’ente consorziale. La strategia punta dunque a rafforzare la tenuta dei territori più esposti agli effetti della siccità e della risalita del sale.

Alla luce delle condizioni osservate e delle prospettive attese, che minacciano anche gli approvvigionamenti potabili, l’Osservatorio ufficiale permanente per gli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po ha dichiarato lo stato di severità idrica media in assenza di precipitazioni. Sarà così possibile attivare eventuali deroghe al deflusso minimo vitale, escludendo però la possibilità di applicarle sui corpi idrici principali, che al momento stanno contribuendo a mantenere il sistema in equilibrio.

Le temperature elevate e la prolungata assenza di precipitazioni stanno causando una marcata riduzione della disponibilità d’acqua anche nei bacini che alimentano gli impianti irrigui del Consorzio di bonifica Toscana Nord in Lunigiana. In diverse aree si registrano le prime criticità, che impongono la massima attenzione nell’utilizzo della risorsa, secondo le Regole d’oro pubblicate sul sito consortile. La gestione oculata dell’acqua diventa quindi un elemento decisivo per contenere gli effetti della crisi.

Per anni era stato un obiettivo atteso: portare l’acqua della diga di Montedoglio nei campi e nei frutteti della Valdichiana, uno dei territori più produttivi della Toscana, caratterizzato da colture di pregio. Con l’entrata in funzione del primo tratto del Distretto Irriguo 23, le imprese agricole del territorio servito dalla nuova infrastruttura possono finalmente beneficiare dell’irrigazione. L’intervento è stato progettato e realizzato dal Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno, grazie a finanziamenti ministeriali pari a circa 7 milioni di euro.

Il lotto appena entrato in funzione interessa circa 260 ettari e comprende oltre 4 chilometri di rete irrigua, ma a regime il Distretto Irriguo 23 sarà in grado di servire circa 2.300 ettari di superficie agricola, interessando prevalentemente il territorio di Foiano della Chiana. Si tratta di un’opera considerata strategica per garantire continuità produttiva e maggiore resilienza alle aziende agricole locali, in una fase segnata da una domanda d’acqua sempre più elevata.

Infine, nel comprensorio reggiano del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale, le richieste di fornitura d’acqua da parte delle aziende agricole risultano in queste ore decisamente superiori alla media stagionale, registrando un forte aumento rispetto al passato. Vista la crescita costante della domanda irrigua, lo staff tecnico-agronomico stima per l’intera stagione un fabbisogno superiore di circa il 20% rispetto alla media.

“Stiamo affrontando temperature eccezionalmente elevate. Questo scenario fa impennare i consumi irrigui e, parallelamente, riduce drasticamente le disponibilità dei torrenti appenninici. Per il futuro, sarà imprescindibile dotarci di invasi, in grado di stoccare l’acqua quando c’è per restituirla nei momenti d’emergenza”, dichiara Lorenzo Catellani, Presidente dell’ente consortile. Per garantire la continuità del servizio irriguo, l’ente ha attivato ulteriori interventi di adeguamento alla presa di Boretto sul fiume Po, così da poter gestire eventuali riduzioni dei livelli idrici.

“Quello, che stiamo vivendo, non può più essere considerato un fenomeno eccezionale, ma una nuova normalità climatica. L’acqua è una delle principali sfide del nostro tempo: gestirla bene significa garantire sicurezza e sviluppo alle comunità locali. Ne parleremo anche all’Assemblea nazionale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, in calendario a Roma nella prossima settimana”, conclude Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.