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ANBI, la mappa della siccità in Italia: criticità dal Sud a Piemonte e Lombardia

Gargano (ANBI): “Il Meridione, storicamente penalizzato da scarse piogge e siccità, è stato infrastrutturato negli anni per lo stoccaggio dell’acqua da utilizzare in tempi di magra”

ANBI, la mappa della siccità in Italia: criticità dal Sud a Piemonte e Lombardia

ANBI, stress idrico e clima estremo ridisegnano il Paese: torna centrale il tema degli invasi

La siccità continua a segnare ampie aree del Paese, dal Mezzogiorno fino ad alcune zone del Nord Italia. Secondo l’ultimo report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, basato anche sull’indice SPEI, risultano in condizioni di siccità estrema l’Abruzzo, il Nord di Puglia e Basilicata, le aree costiere di Sicilia e Sardegna, un’ampia parte del Piemonte occidentale e il Sud della Lombardia.

I dati meteorologici elaborati da Radarmeteo-Hypermeteo confermano una maggiore esposizione delle regioni meridionali agli effetti del riscaldamento del Mediterraneo, dove la combinazione tra precipitazioni scarse e temperature elevate accelera l’evapotraspirazione e aumenta lo stress idrico. Questa estate, tuttavia, il Sud ha potuto contare su riserve accumulate grazie alle infrastrutture di stoccaggio, mentre al Nord la scarsità d’acqua ha inciso soprattutto sugli usi agricoli.

“Il Meridione, storicamente penalizzato da scarse piogge e siccità, è stato infrastrutturato negli anni per lo stoccaggio dell’acqua da utilizzare in tempi di magra”, ricorda Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). “Al Nord, dove i bacini sono stati realizzati quasi esclusivamente per la produzione idroelettrica, l’agricoltura va in sofferenza ogni qual volta la stagione autunno-vernina è avara di neve destinata a sciogliersi e diventare risorsa idrica con l’incedere dei mesi caldi”.

Il 2026 ha confermato una forte accelerazione delle anomalie climatiche. Secondo Copernicus, l’estate nell’Europa occidentale è stata mediamente più calda di 2,54 gradi, mentre in Italia l’anomalia ha raggiunto +3,5 gradi rispetto alla media 1991-2020, secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

All’aumento delle temperature si è accompagnata una crescente alternanza tra periodi siccitosi e precipitazioni intense. Nei primi quattro mesi dell’anno, il Sud Italia è stato interessato da piogge alluvionali con accumuli vicini ai 500 millimetri, sufficienti però anche a ricostituire riserve preziose dopo oltre due anni di siccità estrema.

Il tema centrale resta quindi la capacità di trattenere l’acqua nei periodi di abbondanza per utilizzarla nei mesi più critici. Negli ultimi giorni, nubifragi e tornado hanno interessato il confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, con quasi 200 millimetri di pioggia caduti in poche ore tra Bibione e Portogruaro, mentre contemporaneamente il Polesine ha ricevuto meno di 5 millimetri.

“L’esempio del Sud, in cui sono stati sufficienti pochi giorni di piogge torrenziali per garantire mesi di autonomia idrica, conferma la fondamentale funzione dei bacini di stoccaggio idrico”, evidenzia Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI. “Terminata l’emergenza e con le elezioni all’orizzonte, il Piano Nazionale Invasi rischia però di uscire, ancora una volta, dai radar della politica”.

In Lombardia migliorano i livelli dei principali laghi: il Lago di Como raggiunge il 53,5% di riempimento, il Garda il 49,3% e l’Iseo il 77,9%, mentre diminuisce il Lago Maggiore, fermo al 33,3%. In Piemonte cresce soprattutto la portata del Tanaro, che raddoppia nell’arco di una settimana ma resta comunque in deficit, mentre in Veneto l’Adige torna vicino ai valori consueti del periodo. Restano invece estremamente ridotti i flussi del Bacchiglione. Situazione difficile in Emilia-Romagna, dove i fiumi appenninici risultano tutti sotto la media e il Savio continua a registrare valori inferiori ai minimi storici. Quasi esaurite anche le riserve delle dighe piacentine di Molato e Mignano.

Segnali positivi arrivano invece dal Po, che registra un aumento delle portate in tutte le stazioni di rilevamento. A Pontelagoscuro, il deficit rispetto alla media si è ridotto al 21%, contro il 66% della settimana precedente. In Toscana, nonostante le piogge sul Grossetano, resta scarsa la portata dell’Ombrone, mentre cresce l’Arno. Nelle Marche preoccupa ancora il Tronto, mentre in Umbria continua a scendere il livello del Lago Trasimeno.

Nel Lazio cresce la portata del Tevere e tornano positivi, dopo mesi, anche i livelli dei principali laghi vulcanici: aumentano Albano, Vico, Bracciano e Bolsena. Resta favorevole la situazione in Puglia, dove gli invasi al servizio della Capitanata conservano oltre 111 milioni di metri cubi d’acqua, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ancora più significativo il dato della Sicilia: nonostante il caldo estivo e l’aumento dei consumi legato alla stagione turistica, gli invasi conservano circa 443,5 milioni di metri cubi d’acqua, uno dei risultati migliori dell’ultimo ventennio e circa il 70% in più rispetto a un anno fa.