ANBI, rivoluzione digitale nel Nord Sardegna: 11,7 milioni per monitorare i flussi idrici e ridurre sprechi e prelievi abusivi
Il piano prevede investimenti complessivi per 11,7 milioni di euro e interessa tutti e tre i comprensori consortili: Chilivani, Bassa Valle del Coghinas e Perfugas. L’intervento punta a superare una gestione basata sulla semplice distribuzione della risorsa irrigua per arrivare a un vero e proprio governo digitale dei flussi idrici, con un controllo capillare della rete e dei consumi. “Si tratta di un’ingegnerizzazione dell’infrastruttura consortile, volta a rendere più efficiente la rete di distribuzione”, spiega Giuseppe Bellu, direttore generale del Consorzio di bonifica del Nord Sardegna. “L’obiettivo è quello di misurare i volumi idrici che passano nei vari nodi: dalla diga ai contatori che erogano l’acqua agli agricoltori, passando per le condotte principali e secondarie”.
Il progetto si basa su due linee di finanziamento. La prima, pari a 8,5 milioni di euro, deriva dalla Legge 178 del 2020, la Legge di Bilancio dello Stato, e consente di finanziare la manutenzione straordinaria e il monitoraggio dei nodi e dei sezionamenti intermedi della rete idraulica. I lavori sono attualmente in corso. Altri 3,2 milioni di euro sono invece arrivati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e hanno consentito di realizzare un sistema di monitoraggio e telecontrollo degli idranti, cioè dei punti attraverso i quali l’acqua viene consegnata alle utenze finali. Questa parte dell’intervento risulta già completata.
Una volta pienamente operativa, l’infrastruttura consentirà di controllare in tempo reale i consumi e di individuare più rapidamente eventuali perdite o prelievi non autorizzati. I dati attuali evidenziano infatti che circa il 30% dell’acqua immessa nella rete non raggiunge le utenze finali: su un milione di metri cubi distribuiti, circa 700 mila arrivano effettivamente a destinazione. Secondo le stime del Consorzio, il nuovo sistema potrebbe consentire un risparmio di circa 3,7 milioni di metri cubi d’acqua, pari al 16% del volume idrico prelevato L’intervento non riguarda soltanto le tecnologie digitali. Sono state infatti sostituite anche alcune vecchie tratte di condotte interrate con sistemi che permettono il controllo dalla superficie, con benefici anche sul fronte della sicurezza dei lavoratori.
Il progetto sardo sarà anche tra le esperienze portate all’attenzione di One Water, il primo Forum Euromediterraneo sull’Acqua, in programma a Roma a partire dal 29 settembre. “Questo deve essere il momento di una concreta programmazione”, sottolinea Massimo Gargano, direttore generale di ANBI. “Ad ogni livello non ci possiamo permettere di perdere tempo di fronte alle conseguenze della crisi climatica. L’esperienza dei Consorzi di bonifica italiani sarà una delle case history protagoniste di One Water”.
A sottolineare la portata più ampia dell’intervento è anche Toni Stangoni, presidente del Consorzio di bonifica del Nord Sardegna, che evidenzia come il progetto si inserisca in una strategia di collaborazione con enti locali e di governo, soggetti pubblici e privati e realtà di ricerca e progettazione. “Nel bando PNRR il nostro progetto è risultato primo sui 42 presentati nell’area del Sud Italia”, conclude Stangoni. “Ciò premia l’efficienza progettuale dell’ente e riconosce il nostro ruolo in un territorio bisognoso di investimenti in favore delle aziende che continuano a credere e investire in loco”.


