ANBI, intervento sul Tevere a Sansepolcro: prevenuto il rischio idrogeologico e migliorata la risalita delle trote per tutelare la biodiversità
Scongiurato un potenziale rischio idrogeologico lungo il fiume Tevere, nel territorio di Sansepolcro, in provincia di Arezzo. Il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno è intervenuto per mettere in sicurezza una struttura idraulica compromessa dall’azione erosiva della corrente, con un’operazione che ha consentito anche di migliorare le condizioni di passaggio della fauna ittica. L’intervento ha interessato un tratto del Tevere situato tra l’area industriale e il centro abitato di Sansepolcro, dove una soglia idraulica, apparentemente integra, nascondeva in realtà una criticità strutturale. Sotto la superficie dell’acqua, infatti, l’erosione aveva progressivamente svuotato parte del manufatto, mettendone a rischio la stabilità. Una volta individuato il problema, il Consorzio è intervenuto tempestivamente, rinforzando la struttura con massi ciclopici posizionati nei punti maggiormente esposti alla corrente, così da contrastare l’erosione ed evitare il possibile cedimento dell’opera.
Le operazioni di messa in sicurezza sono state precedute da un’attività di salvaguardia della fauna presente nel corso d’acqua. Come spiegato da Tulio Marcelli, Direttore Generale del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno, prima dell’apertura del cantiere sono stati recuperati e trasferiti a monte centinaia di pesci, per evitare che i lavori potessero compromettere l’ecosistema fluviale. L’intervento ha inoltre consentito di migliorare la cosiddetta “strada delle trote”, una rampa di risalita realizzata alcuni anni fa dal Consorzio per permettere ai pesci di superare il dislivello creato dalla soglia idraulica. Grazie al ripristino della struttura, sono state ridotte al minimo le perdite d’acqua lungo la rampa, rendendo il percorso più facilmente utilizzabile anche durante i mesi estivi e nei periodi di minore disponibilità idrica. Un risultato importante per la continuità ecologica del fiume, perché facilita gli spostamenti della fauna ittica anche nelle condizioni di deflusso minimo vitale.
L’operazione rappresenta un esempio di come la manutenzione delle infrastrutture idrauliche possa contribuire contemporaneamente alla sicurezza del territorio e alla protezione degli ecosistemi. “È un intervento che dimostra come la manutenzione del reticolo idrografico significhi anche osservare ciò che accade sotto la superficie, prevenendo situazioni che potrebbero compromettere la sicurezza idraulica e ricordando che la sicurezza dei territori di pianura nasce a monte“, ha evidenziato Serena Stefani, Presidente del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno.
Sulla stessa linea Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI, che ha sottolineato il valore ambientale dell’intervento: “La particolarità di questo intervento è nel doppio risultato raggiunto, abbinando prevenzione idrogeologica e tutela della biodiversità, confermando la Toscana come una delle culle di quella manutenzione gentile, ormai cultura diffusa nel mondo dei Consorzi di bonifica ed irrigazione“. Il concetto di manutenzione gentile richiama un approccio alla gestione dei corsi d’acqua che punta a coniugare la funzionalità delle opere idrauliche con il rispetto degli equilibri naturali.
L’efficienza delle opere idrauliche riveste un ruolo centrale non soltanto nella prevenzione del dissesto idrogeologico, ma anche nella gestione delle risorse idriche e nella conservazione degli habitat fluviali. A evidenziarlo è Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI, secondo cui garantire la stabilità e la sicurezza dei corsi d’acqua significa anche preservare la biodiversità che caratterizza questi ambienti. Una corretta manutenzione, ha spiegato Gargano, può inoltre favorire l’infiltrazione dell’acqua nel sottosuolo, contribuendo alla ricarica delle falde acquifere, una risorsa fondamentale soprattutto nei periodi caratterizzati da scarsità di precipitazioni.
L’intervento realizzato a Sansepolcro dimostra così come la prevenzione del rischio idrogeologico e la tutela ambientale possano essere integrate, attraverso una gestione attenta delle infrastrutture e degli ecosistemi fluviali. Per ANBI, il caso dell’Alto Tevere conferma l’importanza della manutenzione preventiva dei corsi d’acqua, capace di intervenire sulle criticità prima che si trasformino in emergenze e, allo stesso tempo, di contribuire alla salvaguardia della biodiversità.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


