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Auto, dall’Ue ok definitivo allo stop dei motori termici. L’Italia si astiene

"Alla luce di questa apertura l'Italia ha chiesto un confronto piu' approfondito tra gli Stati Membri per renderla piu' efficace, comprendendo tutte le soluzioni disponibili. Da un lato apprezziamo dunque la scelta di riconsiderare i motori endotermici indispensabili per la sostenibilita' economica e sociale di molti Paesi dell'Unione, dall'altro, consideriamo che la previsione nella dichiarazione della Commissione dei soli carburanti sintetici rappresenti una interpretazione troppo restrittiva, che non consente ancora una piena attuazione del principio di neutralita' tecnologica per il quale l'Italia si e' sempre battuta sulla base di dati tecnici e scientifici", ha spiegato ancora Fratin.

"Siamo infatti convinti che anche i biocarburanti possano rientrare nella categoria dei combustibili neutri in termini di bilanciamento complessivo di CO2 e contribuiscano alla progressiva decarbonizzazione del settore. Ci adopereremo pertanto, nell'ambito delle procedure di approvazione degli atti legislativi indicati dalla Commissione, a far considerare anche i biocarburanti tra i combustibili neutri in termini di CO2 e nel merito della decisione finale di questo consiglio, auspicando un successivo e proficuo confronto, esprimiamo il voto di astensione", ha concluso.

Auto, costruttori Ue: bene accordo su stazioni ricarica ma non basta

L'Associazione europea dei costruttori di automobili (Acea) accoglie con favore il fatto che i deputati europei e i ministri nazionali abbiano raggiunto ieri sera un accordo sul regolamento relativo alle infrastrutture per i combustibili alternativi (Afir), che disciplina la diffusione in tutta l'Ue delle stazioni di ricarica e rifornimento per tutti i segmenti di veicoli. "Già oggi, la mancanza di stazioni di ricarica e rifornimento sta gravemente ostacolando l'adozione da parte del mercato di veicoli a emissioni zero", ha dichiarato il direttore generale di Acea, Sigrid de Vries. "L'Afir ha quindi un ruolo cruciale da svolgere nel passaggio al trasporto a emissioni zero".

L'Acea prende atto che i colegislatori hanno adeguato le rispettive posizioni per raggiungere un accordo sull'Afir. Il risultato, tuttavia, rimane ben al di sotto di quanto sarebbe necessario per raggiungere i livelli di ambizione fissati per i costruttori di veicoli in termini di obiettivi di CO2. "Un significativo 'divario infrastrutturale' continuerà a limitare le riduzioni di CO2 e la transizione del nostro settore verso la neutralità climatica", ha ammonito de Vries. L'accordo Afir non è all'altezza del livello di ambizione richiesto, sia per quanto riguarda i necessari output di potenza che i tempi di implementazione. La revisione a breve termine per i veicoli pesanti, ora approvata dai colegislatori, dovrà garantire ulteriori adeguamenti per affrontare i requisiti specifici degli autocarri. Oltre all'Afir, gli Stati membri devono garantire urgentemente che i processi di pianificazione e autorizzazione siano accelerati, le reti elettriche siano aggiornate e siano rese disponibili aree adeguate per la ricarica dei camion.

AUTO, SALVINI: "NON SI PUO' CRIMINALIZZARE CHI LA USA PER ANDARE AL LAVORO"

''Siamo in un Paese libero e in una democrazia occidentale nel 2023, ognuno deve essere libero di scegliere. E' bello dire vado al lavoro in bici, se però devi attraversare Roma e stai sul Raccordo, non si può fare. Noi stiamo lavorando per avere un trasporto pubblico sempre più forte, abbiamo messo due miliardi sulle metropolitane di Roma. Nell'arco di pochi anni ci saranno tante nuove fermate''. Lo sottolinea il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, parlando ai giovani presenti a un evento Fit Cisl contro il maltrattamento sui mezzi pubblici. ''Ma nel 2023 penso che ognuno deve essere libero di scegliere un giorno prendere la metro o l'autobus, prendo il monopattino, prendo l'autoche non è un delitto. La criminalizzazione di chi usa l'auto per andare a lavorare ... certo sarebbe meglio usare il mezzo pubblico, ma siamo in democrazia'', conclude.

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