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Bioeconomia/ Uno spin-off dell’Università di Foggia tutela il made in Italy alimentare con batteri e lieviti

Batteri, lieviti e muffe Doc e Dop per migliorare la produzione di alimenti fermentati tipici della gastronomia italiana e fortemente legati al territorio, come vino, aceto, pane e formaggio. Li sta sviluppando la Promis, neonato spin-off dell’Università degli Studi di Foggia. Affari Italiani ne parla con due dei soci fondatori, Pasquale Russo e Vittorio Capozzi, giovani ricercatori che hanno fatto il grande passo di diventare imprenditori nella bioeconomia, conciliando l’innovazione scientifica con la tradizione rappresentata dai prodotti alimentari tipici del made in Italy. “Offriamo – ci dicono – il miglioramento degli attributi di unicità dei prodotti tipici fermentati attraverso una migliore gestione della biodiversità microbica, mantenendo una grande attenzione ai rischi biologici per la salute umana e alle esigenze industriali di standardizzazione dei prodotti”
Made in Italy

Mario Bonaccorso
www.ilbioeconomista.com

 

Ci potete spiegare perché il made in Italy alimentare ha bisogno della vostra innovazione?

PR: Il Made in Italy alimentare è espressione di una tradizione che coniuga tipicità e qualità. Una produzione tipica agroalimentare custodisce un intero territorio di origine: ambiente, economia, tessuto sociale. Proprio da questa considerazione scaturisce uno sei settori più affascinanti della proprietà intellettuale: attraverso le Indicazioni Geografiche il diritto internazionale protegge una cellula territoriale con la sua identità. La tutela coinvolge tutte le determinanti geografiche che concorrono all’unicità del prodotto: la biodiversità vegetale e animale, e la diversità umana, ovvero il sapere e le conoscenze tradizionali.

L’importanza degli alimenti fermentati nel contesto delle Indicazioni Geografiche è particolarmente rilevante, basti pensare a vino, pane, formaggi, birra, salumi, olive, aceto. Le fermentazioni rappresentano forme ancestrali di conservazione delle materie prime alimentari, fondamentali nella nutrizione umana da millenni. Il ruolo dei microrganismi è cruciale: senza lieviti e batteri non esisterebbero questi alimenti.

VC: Nella produzione di alimenti tipici fermentati l’importanza della biodiversità microbica è però spesso trascurata. Esistono due principali regimi di utilizzo delle risorse microbiche che sono adottati: produttori che si affidano alla naturale microflora virtuosa e produttori che impiegano colture starter (biomasse di origine microbica, ndr) commerciali. Nel primo caso è a rischio la qualità igienico-sanitaria e la standardizzazione del prodotto e del processo. Nel secondo si rischia un appiattimento della qualità sensoriale del prodotto. Si apre, così, la strada ad una terza via, sintesi delle due: l’impiego di starter microbico ‘tipico’ formulato a partire dai ceppi microbici di ‘terroir’ opportunamente selezionati in grado di rappresentare la biodiversità microbica “virtuosa”.

Slow microbes for slow foods è il nostro motto: un’innovazione scientificamente ed economicamente sostenibile, coerente con la filosofia di produzione biologica, per migliorare la tipicità di un prodotto, con implicazioni positive ambientali e sociali.

Riassumendo, offriamo il miglioramento degli attributi di unicità dei prodotti tipici fermentati attraverso una migliore gestione della biodiversità microbica, mantenendo una grande attenzione ai rischi biologici per la salute umana e alle esigenze industriali di standardizzazione dei prodotti.

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Da ricercatore anche voi avete deciso di fare il grande passo e diventare imprenditori. Come nasce Promis? Qual è esattamente la vostra attività di ricerca?

PR: Promis nasce per iniziativa del gruppo di ricerca di Microbiologia Molecolare dell’Università di Foggia, diretto dal professor Giuseppe Spano, con un’idea imprenditoriale premiata con l’Innovation Award nella categoria Bright Future Innovation Award, in occasione dell’UK-Italy Business Awards Ceremony 2011. Con Promis offriamo servizi e prodotti con l’obiettivo di migliorare la gestione delle risorse microbiche nel campo delle fermentazioni alimentari. Nella pratica quotidiana, l’attività di ricerca si basa sull’isolamento di microrganismi autoctoni che vengono selezionati in funzione della loro attitudine tecnologica. Successivamente, la loro validità industriale è confermata in prove di scale up. Infine, i lieviti e batteri che hanno espresso le migliori performance tecnologiche devono essere prodotti. Un altro aspetto importante in cui siamo coinvolti è la corretta conservazione delle risorse biologiche aziendali attraverso la gestione di una collezione microbica. Parallelamente, siamo impegnati nello studio di probiotici, prebiotici e bio-produzioni per la formulazione di alimenti fortificati e funzionali.

Secondo i dati forniti di recente da Unioncamere nel 2012 hanno chiuso 1000 aziende al giorno. Quanto è difficile avviare un’impresa in Italia, e in Puglia in particolare?

PR: Questo è un dato che ci rende drasticamente consapevoli delle difficoltà da affrontare e contemporaneamente orgogliosi di aver accettato la sfida. Attualmente, siamo agevolati dallo status di spin- off accademico, che ci permette di essere incubati durante i primi anni nelle strutture dell’Università degli Studi di Foggia. Tuttavia, nonostante la sfavorevole congiuntura economica, è doveroso sottolineare come negli ultimi anni la Regione Puglia abbia investito importanti risorse per finanziare percorsi di alta formazione come master e dottorati di ricerca; per incentivare il trasferimento tecnologico con misure a favore della ricerca e delle imprese innovative; nel sostenere con finanziamenti a fondo perduto iniziative giovanili volte alla creazione di nuovi soggetti giuridici. L’accesso a queste misure è stato fondamentale e spesso propedeutico al percorso che ha portato alla nascita di Promis. Tra gli strumenti a favore dell’imprenditoria, recentemente concretizzatisi nel Piano Straordinario per il Lavoro in Puglia, Promis attualmente sta usufruendo di un finanziamento per l’erogazione di servizi per le spin-off ad alto contenuto di conoscenza. In particolare, questo voucher ci consente di avvalerci della consulenza di professionisti afferenti soprattutto all’area economica, del marketing, della gestione della proprietà intellettuale, con l’obiettivo di delineare l’arena competitiva e definire le migliori strategie aziendali.

Ma sono sufficienti le misure presenti nel nostro paese per sostenere le giovani imprese innovative?

VC: Abbiamo applicato come ‘start-up innovativa’ e beneficiamo, come detto, di una misura regionale per servizi di consulenza a sostegno delle giovani imprese innovative pugliesi. Si tratta di strumenti utili ed è ancora presto per dire se sufficienti e se sapremo farne tesoro. Sicuramente, giovani realtà imprenditoriali ad alto contenuto di conoscenza necessiterebbero di misure innovative (per imprese innovative). Una piattaforma nazionale concepita sul modello Innocentive (‘open innovation’ e ‘crowdsourcing’) potrebbe rappresentare una stimolante opportunità. Un sistema per collegare in maniera semplice e efficiente domanda e offerta di innovazione in un panorama di piccole e medie imprese e con una struttura della ricerca e sviluppo diffusa.

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La bioeconomia investe in modo rilevante anche l’attività finalizzata ad avere cibo più sicuro e di maggiore qualità. Per quanto riguarda il vostro settore, quali sono le prospettive di crescita del mercato?

VC: Il settore alimentare italiano ha una grande tradizione e rappresenta un importante traino per l’economia italiana. Gli ultimi dati Istat dicono che a fronte di un calo delle vendite sul territorio nazionale, si è assistito ad un aumento dell’export del 6,7% nel 2012, con particolare riferimento all’affermarsi del ”made in Italy” sui mercati d’Oltreoceano, ad esempio in Giappone (+18%) e negli Stati Uniti (+11%). In particolare, i prodotti più richiesti all’estero sono stati vino e spumanti con esportazioni in crescita rispettivamente del 7,2% e del 16,2% e un giro d’affari annuo valutato in 4,3 miliardi di euro. Il trend positivo delle esportazioni e delle tipologie di alimenti richiesti depone positivamente per le prospettive di crescita di Promis. La valorizzazione biotecnologica degli alimenti fermentati rappresenta infatti un potenziale affascinante per quelle aziende che vogliano adottare nuove strategie di marketing nei confronti di mercati sempre più disposti a preferire prodotti che garantiscano contemporaneamente qualità, standardizzazione, tipicità ed unicità.

Siamo ancora in una fase di profonda incertezza su quale sarà il nuovo governo. Alla luce della vostra esperienza di nuovi imprenditori nella bioeconomia, avete qualche consiglio particolare da dare al prossimo ministro per lo sviluppo economico?

PR: Investa senza tentennamenti sull’innovazione e porti avanti un processo di semplificazione burocratica. Inoltre, si attivi per realizzare una serie di accordi bilaterali con paesi che rappresentano l’eccellenza nella capacità di disegnare politiche innovative per lo sviluppo economico, dall’attrazione di capitali stranieri ad un approccio ecosistemico all’industrializzazione. Definire così un ‘pacchetto’ di misure e calibrarle, attraverso un confronto approfondito e sincero con i diversi portatori di interessi (anche a monte e a valle del sistema interessato), per il sistema produttivo nazionale.