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Dieci anni di tempo e sette già sprecati. I cambiamenti climatici saranno a un punto di non ritorno entro due lustri: lo afferma il rapporto dell'Ipcc (Intergovernamental Panel on Climate Change). Lo studio (lungo 2200 pagine e costato 6 anni di lavoro) sarà diffuso il 27 settembre, ma emergono già i primi dettagli.

Gli scenari previsti per la fine del secolo sono quattro. Nel più drammatico i mari saliranno di 62 centimetri e la temperatura crescerà di 3,7 gradi rispetto al periodo 1986 - 2005. Lo scenario più favorevole non è più incoraggainte: i mari cresceranno di 24 centimetri e la temperatura aumenterà di un grado. Continuerà invece a calare l'estensione dei ghiacciai.

L'emergenza è tale che anche il solitamente riservato presidente dell'Ipcc, Rajendra K. Pachauri, si è sentito in doverre di intervenire, rimproverando gli scettici del clima: "La scienza si incaricherà di contraddirli". Come a dire che i dati contenuti nell'ultimo rapporto non potranno essere ignorati neppure dai meno inclini agli scenari apocalittici.

E’ intervenuto personalmente Rajendra K. Pachauri, presidente dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), per rintuzzare la martellante campagna mediatica degli ecoscettici che punta a screditare il quinto rapporto Ipcc che verrà presentato ufficialmente il 27 settembre. Secondo Pachauri, che è intervenuto a una conferenza stampa organizzata dal Natural Resources Defence Council in occasione della visita negli Usa del primo ministro indiano, Manmohan Singh, ha sottolineato che «Le persone razionali saranno convinte dalla scienza - See more at: http://www.greenreport.it/news/clima/quinto-rapporto-ipcc-il-presidente-pachauri-contro-gli-ecoscettici/#sthash.9QdnO0Ec.dpuf

E i leader mondiali, nel frattempo, che cosa fanno? Temporeggiano. Se tra dieci anni sarà ormai troppo tardi, nella migliore delle ipotesi un accordo anti gas-serra non sarà firmato prima del 2020. Senza dimenticare che di quel documento non si conoscono ancora contenuti e firmatari. 

 

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