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Energia, il polo dell'Adriatico parte dai treni a idrogeno. L'accordo a Rieti
Treno ad idrogeno

Energia, il polo dell'Adriatico verde verso 2 direzioni

Il Polo interregionale dell’idrogeno verde, nel cuore dell’Appennino centrale, fa sapere il Sole 24 ore, "avanza velocemente lungo due direttrici: la prima porta al Ministero dello Sviluppo Economico, dove è stata istituito un tavolo tecnico coordinato dal sottosegretario Alessia Morani; la seconda si muove lungo l’asse Antrodoco- Cittaducale-Rieti, i primi tre comuni a firmare un accordo con AECOM, Ancitel Energia e Ambiente e Cinque International, società titolari di un progetto di rilancio per le quattro regioni dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici degli ultimi anni (Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo) incentrato su energia sostenibile e tutela dell’ambiente".

Morani spiega che: “L’anno che si apre vedrà il governo italiani presiedere il G20. Progetti integrati come questo, che prevede una ricostruzione del cratere sismico ricorrendo alle tecnologie energetiche più moderna e sostenibili come l’idrogeno, non possono che rafforzare il ruolo di leadership che l’Italia intende assumere in questo settore a livello internazionale”. 

E ancora Gianmarco Lucchini, ad di AECOM per l'Italia: “Questa iniziativa beneficia di un forte sostegno sia da parte di un nutrito gruppo di deputati e senatori che ne hanno apprezzato la rilevanza strategica per il rilancio delle aree interne dell’Italia centrale, ma non può esservi rilancio senza una piena condivisione con i territori”. 

Energia, le iniziative sostenibili dell'Appennino 

Nell'Appenino si sta mettendo in moto un processo di sviluppo sostenibile attraverso diversi investimenti produttivi. La confema arriva anche dal  comune di Terni che ha deciso di "avviare entro un paio di anni una sperimentazione per usare nel trasporto locale su gomma l’idrogeno grigio eccedentario prodotto dalla multinazionale tedesca Linde per le acciaierie in difficoltà della città, di proprietà di un altro colosso tedesco, ThyssenKupp". In Val di Sangro e nel Piceno si stanno invece valutando altre iniziative tutte "italiane". Il sindaco di Rieti, Antonio Cicchetti, dichiara al Sole 24 Ore: "Le aree interne dell’Appennino centrale posso fare sistema e cogliere le opportunità fornite dalle nuove tecnologie energetiche, anche se soprattutto promuovendo l’emergere di nuove imprenditorialità a livello locale, che possono contribuire ad affrancare i nostri territori da una condizione di subalternità rispetto ai grandi centri urbani”.

Energia, la prima linea a idrogeno verde di Rieti 

Ad altri 20 comuni tra Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, verrà data la priorità di stipulare accordi di ricostruzione, come quello di Rieti.  “Sarà un polo diffuso- sottolinea Roberto Francia, fondatore di Cinque International- per fare in modo che i singoli programmi di investimento possano essere avviati anche in aree diverse, laddove sussistano le condizioni migliori per ciascun investimento produttive. L’accordo firmato a Rieti, che ha un alto valore simbolico anche perché il capoluogo sabino è il centro geografico d’Italia, è anche il primo concreto della linea ferroviaria idrogeno verde San Sepolcro- Sulmona, una dorsale di oltre 300 chilometri oggi percorsa da treni a gas olio ormai a fine vita." 

“Rientrerà tra le priorità indicate nella Strategia Nazionale idrogeno prevista a febbraio- spiega Morani- diventando un chiaro esempio di come le politiche europee possano contribuire al rilancio di aree di crisi, attraverso la spinta dell’innovazione in ambito tecnologico energetico”. 

Proprio al Mise, fa sapere il Sole 24 Ore, "si è iniziato a discutere della fattibilità del progetto, insieme a Ferrovie dello Stato e alla controllata RFI, che grazie all’idrogeno verde potrebbero ridurre significativamente investimenti infrastrutturali altrimenti necessari per l’elettrificazione tradizionale della tratta, oltre a garantire una produzione locale del vettore energetico necessario alla locomozione dei treni, portando così nuove opportunità di sviluppo a livello locale".

Energia, la seconda tratta ferroviaria green

Il polo verde dell’Appenino centrale, riporta il Sole 24 Ore, "prevede anche una seconda tratta ferroviaria a idrogeno verde, che collegando l’aeroporto di Fiumicino con Rieti, come previsto da un accordo di programma, farebbe di Roma la prima capitale al mondo servita da treni a idrogeno, in prospettiva, la linea dovrebbe collegare Tirreno e Adriatico arrivando fino a San Benedetto del Tronto, passando per Amatrice ed Ascoli Piceno". 

La realizzazione di un parco tecnologico specializzato nelle tecnologie dell’idrogeno e delle celle a combustibile, per attrarre attività di ricerca, sviluppo e produzione industriale di aziende ed enti di ricerca italiani ed esteri, e la ricostruzione delle città maggiormente colpite dal sisma, sono altri due obiettivi del piano di sviluppo ecologico. In quest’ottica, fa sapere il Sole 24 Ore, "Amatrice potrebbe diventare la vetrina del green deal europeo in quanto prima città alimentata a idrogeno verde d’Europa e dell’intero Occidente". 

 

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