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Noi giovani salviamo il mondo

Non sono un appassionato ecologista. Se mi riuscisse di credere al cambiamento climatico (mi basterebbe essere in buona salute e seguire le effemeridi per i prossimi cinquecento anni) mi rimarrebbe ancora un dubbio sulla causa di quel cambiamento, e sulla possibilità di quell’essere insignificante che è l’uomo di metterci rimedio. Detto questo, si immagini quanto possa prendere sul serio una ragazzina disorientata come la piccola Greta svedese. E come potrei prendere sul serio suoi coetanei che preferiscono fare casino in strada piuttosto che andare a scuola. Per questo nobile scopo accetterebbero di “scioperare” anche per chiedere una morte pietosa per le zanzare. Sicché il problema diviene un altro: come mai i media prendono tanto sul serio Greta e gli altri ragazzi? Ed io ho una risposta.

La specie umana non è diversa dalle altre, per quanto riguarda la riproduzione. Come gli altri animali siamo disposti a fare follie, pur di accoppiarci, e poi siamo disposti a fare follie per i piccoli, perché ne va della sopravvivenza della specie. Non soltanto ci sembrano belli e intelligenti i nostri figli (mentre troppo spesso non sono né l’una né l’altra cosa), ma ci sembrano teneri, da proteggere e da amare tutti i piccoli. “Piccoli” che oggi secondo la tendenza corrente – sono tali mentre da molti anni hanno tutto lo strumentario per la riproduzione, ma poco importa. Sono sempre bambini. Con l’unica speranza che, sbadatamente, le bambine non facciano a loro volta bambini. 

I piccoli sono necessari alla sopravvivenza della specie ma ciò non impedisce che, nei primi anni, siano un peso morto e un costante problema. Poi crescono ma non diminuiscono le difficoltà e le spese. Infine quei ragazzi arrivano al liceo, e spesso sono un disastro. Come si dice, figli piccoli, piccoli problemi, figli grandi, grandi problemi.

Qualcuno dirà che questo è il discorso di un vecchio bisbetico. E invece no. Passi per il bisbetico, non per il vecchio. Perché la mia disistima dei piccoli cominciò all’asilo (lo giuro). Continuò per tutti gli anni di scuola, tanto che, a poco a poco, passai dal primo al secondo banco e infine, pur avendo buoni voti, all’ultimo banco, senza compagno e cambiando fila, spesso. Meglio soli che male accompagnati.

Nell’adolescenza i miei coetanei mi sono sembrati incomprensibili e la maggior parte delle volte sono apparso incomprensibile a loro (“Gianni è un pazzo”). Li consideravo poco intelligenti e poco informati e, se ero cordialissimo con loro, era per la buona ragione che li disprezzavo. Poverini, che colpa avevano di essere com’erano?

La mia vita è divenuta più vivibile da adulto. Ero nato vecchio (come i cammelli, a quanto dicono) e per questo, a mano a mano che gli anni passavano, aumentava il numero di persone che divenivano miei coetanei, fino al momento in cui gli altri mi hanno superato in vecchiaia, ed io sono rimasto quello che ero: un pazzo.

Se dunque giudico severamente le masse che seguono la piccola Greta, ed anche la piccola Greta, ovviamente, è perché sui giovani non sono mai riuscito a farmi illusioni. Questi ragazzi parlano di clima e di ambiente, ma se di clima e di ambiente sanno ciò che sanno delle loro materie di studio, si può star certi che non sanno niente. Lo so perché ho insegnato ai ragazzi di quell’età e mi hanno costantemente deluso. Alcuni, rivisti dopo decenni, non soltanto dimostrano di non sapere molto, ma non sanno niente nemmeno di ciò che io ho creduto di insegnare loro, a suo tempo. 

I giovani che sfilano per le strade non sanno nemmeno di essere involontariamente ipocriti. Nel loro ingenuo misoneismo non si accorgono che tendono sempre a moralizzare gli altri, ma loro sarebbero disposti a stare senza riscaldamento, in inverno? Rinunzierebbero facilmente all’automobile, all’aeroplano per i lunghi viaggi, a Internet, e a quel telefonino al quale stanno costantemente attaccati come patelle? E credono che tutte queste cose vadano avanti ad energia eolica? La piccola Greta si è sentita virtuosa perché è andata in America in barca a vela, ma avrebbe potuto dedicare tanto tempo alla traversata turistica, se ci fosse dovuta andare per lavoro?

Dunque i giovani che sfilano per me sono soltanto ragazzi che hanno marinato la scuola. Quand’ero ragazzo io, se c’era l’occasione di scioperare, non me lo facevo dire due volte. Ma ai miei compagni coi calzoni corti, che scioperavano per “Triste italiana”, chiedevo sarcastico: “State intimorendo il Maresciallo Tito, non è vero? Così riavremo Trieste”. 

Ora questi ragazzi cambieranno un mondo che non conoscono. Cambieranno il clima senza aver studiato climatologia, o avere un’idea dei tempi degli eventuali mutamenti della Terra. Cambieranno l’ambiente senza avere studiato ecologia. Parlano di provvedimenti importanti senza avere un’idea dei costi, delle possibilità della tecnologia, di niente di niente. E infatti non concluderanno nulla. I grandi faranno finta di dargli ragione, gli compreranno un lecca lecca, e per il resto tanto loro quanto i ragazzi continueranno allegramente ad inquinare.

 

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