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Sorgenia esce dalle rinnovabili. Addio anche a E&P e clienti retail

Il secondo incontro con i sindacati è in agenda per mercoledì 22 gennaio. Per quella data Sorgenia, la società energetica controllata da Cir e partecipata dall’austriaca Verbund, tornerà al tavolo con i lavoratori per illustrare il progetto di cessione delle centrali che producono energia da fonti rinnovabili. Il piano, secondo le indiscrezioni prevede circa 100 esuberi su 400 lavoratori.
 
Non solo. Da quanto emerso dopo il primo incontro, la società ha anche intenzione di uscire dal business dell’esplorazione e produzione di idrocarburi e dalle vendita di energia elettrica e gas per la clientela retail concentrandosi solo su quella delle aziende grandi e pmi.
 
L’obiettivo dell’azienda è quello di reperire risorse per fare fronte alle difficoltà sul debito dopo la richiesta a fine dicembre di una moratoria alle banche e standstill fino al prossimo luglio, per garantire la piena operatività.
 
Il piano, scrivono i sindacati in una nota, prevede la chiusura entro marzo delle sedi di Genova (12 lavoratori) e Roma (9 lavoratori), la cessione del ramo d’azienda delle attività informatiche (circa 40 lavoratori), la vendita di Green Sorgenia (circa 40 lavoratori), il ridimensionamento dello staff commerciale in particolare quello che segue il mercato residenziale, la cessione di E&P che vede tutto il personale collocato all’estero e la riduzione già avviata dei dirigenti.

Nell’incontro fra i vertici e le banche, sarebbe emersa l’apertura da parte di Cir a un aumento di capitale.