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Innovazione
Delivery e mobilità, il futuro è nei droni: "Così creeremo nuova occupazione"

Unica nel suo stile e nella sua conformazione urbanistica, Venezia si prepara ad una rivoluzione che la porterà a breve ad avere droni che si occuperanno del delivery e in un futuro non molto lontano anche della mobilità delle persone. Tutto questo grazie ad un accordo firmato con l'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile). Lo raccontano ad affaritaliani.it l'Assessore all'Ambiente del capoluogo veneto, Massimiliano De Martin e il Dott. Alessio Quaranta, Direttore Generale dell'ENAC, protagonisti di quella che a tutti gli effetti è una rivoluzione.

“Sottolineiamo una cosa importante: il centro storico non sarà oggetto del sorvolo dei droni. Quindi non bisogna sempre pensare all'impatto che può avere una tecnologia ultramoderna su aree di alto interesse storico come Rialto o Piazza San Marco. Il comune è molto esteso, sia laguna sia terraferma, e l'accordo favorirà un accorciamento delle distanze nel nostro territorio. Però, mi sento di tranquillizzare tutti: non voleranno droni sopra la basilica di San Marco. Ci sono aree di sorvolo che sono interdette e sia ENAC sia la Prefettura hanno già la gestione di queste aree”, esordisce nell'intervista ad affaritaliani.it l'Assessore De Martin.

“Tutto quello che avverrà dovrà comunque essere autorizzato”, dice De Martin che aggiunge: “Quello che prevale invece è la mobilità urbana, sia nel delivery sia nel mobility della città di Venezia. Ed è questo è il concetto importante”.

Venezia è una città speciale, gran parte della sua estensione è sull'acqua e ci sono molte isole “Per questo ribadisco che il concetto del delivery diventa importante. E per prima cosa questa nuova tecnologia deve essere accettata” racconta l'Assessore, che aggiunge: “Sarà un modo nuovo per rispondere ai bisogni di emergenza, siano essi di primo intervento per il soccorso sanitario, o di protezione civile oppure di controllo e gestione del territorio durante grandi eventi, manifestazioni, ma anche ambientale, urbanistico e di sicurezza nel territorio. Tutto questo, però, avverrà in punta di piedi, infatti l'accordo prevede per prima cosa la stesura dei regolamenti. Perché comunque, anche se siamo sulla buona strada, c'è ancora molto da fare”.

Venezia, quindi si avvia verso il futuro, cogliendo anche l'opportunità per creare nuova occupazione nel territorio. “Si dovranno creare degli hub per il materiale che poi dovrà essere consegnato, ma anche hub per l'air mobility, anche se pensare di essere trasportati da un luogo all'altro per mezzo di un drone può sembrare un po' fantascientifico. Tutto questo pensando che la città dovrà essere preservata e non dovrà correre alcun tipo di rischio”.

“Gli aeromobili a pilotaggio remoto rappresentano uno degli elementi trainanti dell'attuale rivoluzione industriale a cui guardano con interesse le comunità scientifiche e industriali di tutto il mondo. Il tema dell’innovazione tecnologica è particolarmente sentito dall’ENAC che, da propria Mission è proiettato nel futuro, con l'impegno di realizzare nel medio periodo i modelli di smart city e di smart mobility” racconta il dott. Quaranta.

“Il progetto con il Comune di Venezia, al pari di quelli già avviati su altri Comuni, si inserisce a pieno titolo tra le iniziative nazionali per lo sviluppo di questa tipologia innovativa di mobilità al servizio dei territori. Obiettivo del Protocollo ENAC - Comune di Venezia, è quello di attivare dei servizi che comporteranno un indubbio miglioramento della quotidianità e della qualità della vita dei cittadini, grazie anche alla versatilità dei mezzi utilizzati, i droni, e delle innumerevoli applicazioni in cui possono essere impiegati” conclude il direttore Generale dell'ENAC.

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