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Lavoro
Il Jobs Act spinge sul contratto aziendale di prossimità
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Il contratto collettivo lascia spazio alla contrattazione aziendale. A dare impulso alla regolamentazione lavorativa a livello decentrato ci ha pensato il D.Lgs. n. 81/2015, vigente dallo scorso 25 giugno, in cui spaziando sulle diverse forme contrattuali ha previsto una serie di rinvii ai Contratti Collettivi di qualsiasi livello e dunque anche di secondo livello. Le previsioni dell’art. 51 del decreto, poi, non lasciano spazio ad interpretazioni laddove si prevede che i rimandi della normativa ai contenuti dei contratti collettivi, se non specificato diversamente, sta a significare sia i contratti collettivi nazionali ma anche quelli territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e, soprattutto, i contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria. In una parola si potrà regolamentare sulla base di quanto previsto dalle normative del decreto a seconda delle disposizioni previste dai CCNL, dai contratti aziendali di secondo livello.

Ma anche dagli accordi di prossimità, previsti dall’art. 8 della Legge 148 del 14/09/2011 i quali consentono di realizzare specifiche intese con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alle predette rappresentanze sindacali, laddove siano finalizzate al raggiungimento di particolari obiettivi. La previsione legislativa, infatti, subordina le specifiche intese derogatorie delle normative legate ad una maggiore occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro, all'adozione di forme di partecipazione dei lavoratori, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitività e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all'avvio di nuove attività. I

n particolare tali intese potranno spaziare dalle mansioni del lavoratore fino ad arrivare alla disciplina dell’orario di lavoro, delle modalità di assunzione e della gestione dei contratti a termine. Una serie di deroghe, quelle previste dall’articolo 8, nel pieno rispetto però dei principi costituzionali, dei vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro. Un percorso, quello dei contratti aziendali di prossimità, ancora poco utilizzato dalle aziende nonostante le norme vigenti da un quadriennio. Le disposizioni del D.Lgs. n. 81/2015 rilanciano, in pratica, i contratti aziendali ed implicitamente anche gli accordi di prossimità prevedendo, come accennato, espressamente la validità degli stessi sempre nel rispetto dei limiti previsti. Una nuova opportunità lavorativa per i Consulenti del Lavoro che potranno, al meglio, consigliare le aziende sulle opportunità offerte dalla contrattazione aziendale che, in ogni caso, regolamenta l’organizzazione del lavoro alle esigenze aziendali creando, nella maggior parte dei casi, anche occasioni di flessibilità di costi.

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