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Lavoro
Il progetto Volta, smartworking In Sisal, coinvolge 400 dipendenti. E funziona

Francesca Ferrari, Senior HR Manager Sisal Group, racconta come si sviluppa il progetto Volta, smartworking in Sisal

 


Lo smartworking motiva i dipendenti, li rende più felici e motivati, e quindi migliora la qualità del lavoro prodotto. Sono i primi risultati del progetto Volta, smartworking in Sisal,,ricavati da survey interne promosse in azienda per ottenere i primi feedback sul progetto, come racconta Francesca Ferrari, Senior HR Manager Sisal Group: “Abbiamo lanciato il progetto Volta, smartworking  in Sisal, un annetto e mezzo fa, a febbraio 2016, in occasione della terza giornata del lavoro agile di Milano. Inizialmente ha aderito un gruppo pilota di un centinaio di persone, poi con una serie di ondate successive siamo arrivati a un coinvolgimento di 400 persone. Per Sisal oggi lavorano circa 1800, persone ma la popolazione che riteniamo eligible, cioè che può entrare a far parte del progetto perché il ruolo che riveste lo consente, è di circa 600: quindi siamo a due terzi. Quelle 600 persone hanno ruoli la cui attività lavorativa non è legata imprescindibilmente alla sede del lavoro: restano fuori punti vendita, laboratori, magazzini e più in generale chi opera sui turni. La nostra è una popolazione mediamente impiegatizia, che a volte può anche non sedersi alla scrivania abituale. Con Volta si sta fino a un massimo di due giornate a settimana al di fuori dell'ambiente di lavoro, ma la media è di 3 giornate al mese. Ci sono colleghi con un numero maggiore, altri con un numero minore”.

 

Francesca FerrariFrancesca Ferrari, Senior HR Manager Sisal Group, racconta in questa intervista come si sviluppa il progetto Volta di smartworking in Sisal.
 


Il progetto Volta, smartworking in Sisal, coinvolge 400 dipendenti. E funziona. L'esigenza di flessibilità

 

 

Il progetto si è inserito un più ampio processo di rinnovamento aziendale. Ancora Ferrari: “Da qualche anno come azienda abbiamo fatto un percorso di cambiamento manageriale, che vuole mettere al centro le persone e il loro benessere. Il benessere genera un lavoro migliore, quindi questi sono sempre progetti win win. Il progetto smartworking si inserisce molto bene in questo percorso. Nel 2012 abbiamo fatto un'indagine di clima, e le prime esigenze emerse dai nostri colleghi dipendenti sono state di flessibilità e di work and life balance. Alla luce di quella prima indagine abbiamo reso più flessibile l'orario di lavoro in sede. Il secondo step è stato provare a capire se l'azienda era matura per introdurre lo smartworking. Abbiamo creato un gruppo di lavoro per approfondire le best practice in materia, poi ci siamo fatti supportare da un partner che ci ha accompagnati per fare l'analisi in  azienda per capire se eravamo pronti. Abbiamo coinvolto tutti nostri manager, con un workshop che ha coinvolto 160 quadri e dirigenti, per capire che ne pensavano e se il progetto poteva avere un seguito. La chiave vincente del successo è stato il coinvolgimento manageriale: cambia il modo di lavorare, non si misura più la performance sulla base di quante ore si sta alla scrivania. Specie in una realtà storica come Sisal scardinare questa realtà non è stato facile. Si passa a un modo di lavorare nuovo, ci si deve fidare ma anche monitorare, si devono avere chiari gli obiettivi che le persone devono perseguire. In questo modo ci si muove verso un modello di azienda che io reputo moderna. Non è per nulla semplice, ogni giorno l'ingaggio dei manager è indispensabile, e ci si confronta anche con gli scettici. È molto abilitante per l'azienda se il successo aiuta a fare un percorso di evoluzione manageriale”.


 

 

Il progetto Volta, smartworking in Sisal, coinvolge 400 dipendenti. E funziona. Un progetto pratico che può fare la differenza

 

 

I primi risultati raccolti sono estremamente positivi, come spiega la Ferrari: “La percezione è estremamente positiva. Se è vero ci si domanda perché non lo si faccia in tutte le aziende, i nostri lavoratori sono molto felici, le persone sono più motivate. In un'azienda storica come Sisal, con persone che lavorano da tanti anni, un turnover basso del 4-4,5 per cento, trovare leve per rimotivare le persone è importante, c'è il rischio quando lavori da tanti anni in una stessa azienda che il livello di motivazione scenda. Avere delle leve per rimotivare aiuta a farli rimettere in moto, a far sì che contribuiscano in modo più energico. La risposta che abbiamo avuto è: lavoriamo meglio, più concentrati, con minor elementi disturbo e ci pianifichiamo meglio il lavoro. I capi ci dicono che non hanno elementi per poter dire che la produttività si sia ridotta. Moltissimi studi infatti dicono che aumenta. Non abbiamo ancora elementi oggettivi, ci stiamo prefiggendo come obiettivo quello di trovare elementi per capire quanto sia efficace questo tema: le survey fanno ben sperare. L'obiettivo è arrivare a tutti i 600 dipendenti target, in modo che siano coinvolti tutti coloro che possono farlo. L'altro obiettivo è che tutti ci credano quanto me, portare on board e ingaggiare tutti allo stesso livello, far comprendere le reali opportunità di questo progetto. Un progetto molto pratico, che se ben governato e gestito anche sul medio periodo può fare la differenza”.

 

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