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Le diseguaglianze esplodono nelle piazze dell’America Latina e Medio Oriente

Da Santiago del Cile, fino al lontano Libano, passando per Bolivia, Colombia, Venezuela è tutta un’esplosione di manifestazioni più o meno pacifiche contro il caro vita, le diseguaglianze, le frustrazione di crisi economiche che non finiscono mai e la corruzione dilagante della politica.

 

Manifestazioni che scoppiano, come in Cile, magari per il solo aumento del biglietto dei trasporti e vengono decise immediatamente attraverso il web.

 

Ma l’aumento del biglietto è solo il pretesto per fare esplodere il disagio profondo della gente. Un disagio a lungo represso.

 

E i cittadini sembrano non avere più paura di dimostrare con forza e magari anche con violenza il proprio malcontento.

Lotta dura fino, purtroppo, anche alla morte in qualche caso, come in Cile, messa a ferro e fuoco e con almeno 11 morti tra gli scontri con la polizia.

Il Microcredito, una soluzione per alleviare la povertà

Proteste forti e immediate che però mancano, in molti casi, di un leader e di una proposta politica concreta, ma servono a smuovere la melassa spalmata sulle società da diseguaglianze economiche e sociali sempre più evidenti e da una irrefrenabile corruzione.

 

La maggior parte dele manifestazioni sono contro il caro vita, in Colombia contro la politica fiscale, in Venezuela, povero paese che si permette il lusso di due presidenti, per la fame e la dittatura.

Il Sudafrica è considerato il paese al mondo dove le diseguaglianze sono maggiori e l’Ucraina quello dove, al contrario, sono minori.

E poi Cina e India alla ricerca di un riequilibrio del sistema.

La grande ed evoluta Gran Bretagna è considerata la nazione europea con le più grandi diseguaglianze.

Una classifica che non fa onore proprio a nessuno.

 

Ma la valanga è appena cominciata, favorita anche dalle maggiori conoscenze che il web ti regala.

Quando leggi che 25 persone hanno in mano la ricchezza di quasi un miliardo di uomini il sangue comincia a ribollire e i nodi di decenni di scelte sbagliate e di politiche neoliberiste cominciano a venire al pettine, purtroppo con morti e feriti lasciati sul campo.

 

Il Nobel per la pace 2006, l’economista Muhammad Yunus nato in Bangladesh nel 1940 e formatosi in Università Indiane e Americane è famoso per aver lanciato il progetto dei Microcredito e la Banca dei Poveri.

Il Microcredito, una soluzione per alleviare la povertà

Al convegno dei Giovani Industriali di Capri ha cercato di dare una soluzione per alleviare il grande malessere che stanno vivendo molti grandi paesi.

 

Ha spiegato il suo importante progetto di Microcredito, quello che gli ha fatto vincere il Nobel, al grido di ‘poveri non cercate lavoro ma chiedete pochi soldi per sviluppare un’impresa’.

 

‘Per fare uscire le persone dalla povertà- spiega Yunus- dobbiamo guardare a un’altra prospettiva, cominciando non dal posto di lavoro ma dallo spirito. Dobbiamo aiutare a migliorare la loro vita spingendo ed aiutando le persone a fare impresa. Le spingiamo a lasciare il loro posto di lavoro sottopagato ma diamo loro la possibilità di guadagnare come imprenditori’.

 

‘Il loro lavoro adesso è molto sottopagato-conferma il Nobel- si crea cosi una competizione al ribasso dove nessuno riesce ad emergere.E’ ancora troppo diffusa l’idea che per vivere devi cercare un posto di lavoro per la maggior parte delle volte,ripeto pagato una miseria.Con questa pressione le persone povere accettano qualsiasi lavoro e qualsiasi paga ma molti di loro potrebbero benissimo diventare dei brillanti imprenditori’.

 

‘Sto cercando di spingere i Governi ad approvare leggi che favoriscano la creazione di una banca per il microcredito. C’è spazio per questo perchè il sistema economico non è contro la microfinanza, semplicemente la microfinanza non gli interessa. Stiamo facendo grandi sforzi per portare il ‘social business’ nella sanità, nell’educazione,nell’acqua e nell’economia green.

Più imprese di ‘social business’ si affermano e meno si contribuisce alla concentrazione di ricchezza’

 

Ed infine l’economista sociale non ha mancato di dare una stoccata ad una scelta del nostro Governo ‘ad esempio-ha concluso Yunus- il 40% dei giovani in Italia è disoccupato, non ha alcun senso che lo Stato dia loro soldi per mantenersi invece di fornirgli soldi per fare impresa.Il Microcredito è la prospettiva più grande per uscire velocemente dalla povertà’.

 

Alla faccia del reddito di cittadinanza.

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